E’ a due passi dalle nozze d’argento con Piacenza. Nel 2003 il suo primo raduno come giocatore con la maglia biancorossa, ora da direttore generale vive il giorno della ripresa della stagione numero 23. Hristo Zlatanov ha lasciato il campo nel 2019 ma ancora oggi in tanti nei palazzetti chiedono una foto con lui. Adesso dirige da dietro la scrivania, ma il richiamo del terreno di gioco resta comunque alto, così nel primo giorno in cui si aprono le porte del PalabancaSport c’è anche lui a seguire l’allenamento della Gas Sales Bluenergy.
Con che spirito inizia la nuova annata in biancorosso?
«Sempre migliore rispetto all’anno precedente, perché vogliamo continuare a crescere creando le condizioni ideali per far migliorare i ragazzi. Come società abbiamo fatto parecchia strada, ogni stagione alziamo l’asticella con tutta la struttura, non solo con la prima squadra; con grande orgoglio possiamo affermare di essere fra le migliori in Italia».
Una squadra che in estate è cambiata parecchio, perdendo elementi importanti e trovandone altri.
«Senza dubbio abbiamo portato in rosa giocatori ugualmente validi rispetto a chi ci ha lasciato. Sono convinto ci saranno tante piacevoli sorprese; abbiamo avuto qualche difficoltà durante il mercato, questo lo sanno tutti, ma le abbiamo risolte in maniera egregia. Adesso Piacenza è una delle formazioni più giovani della Superlega, arricchita da qualche giocatore esperto; siamo alla ricerca della perfezione».
Ogni anno si punta a fare meglio del precedente, questa volta non sarà semplice.
«Assolutamente no. Come società ci siamo rinforzati, adesso lavoreremo per ottenere i risultati migliori possibili. L’ultima parola ce l’ha sempre il campo, ma l’entusiasmo non manca e questo è uno dei nostri obiettivi: cercare di coinvolgere sempre di più la gente».
Quest’anno arriva in Superlega vestendo il biancorosso probabilmente il primo vero prodotto del settore giovanile: tuo figlio Manuel.
«E’ nato qui, ha fatto la gavetta a Ravenna in A2 con dei buoni risultati meritandosi la promozione. Siamo felici e orgogliosi di averlo in squadra, adesso tocca a lui fare il meglio possibile»
Siete una squadra giovanissima; i vantaggi saranno tanti ma quali possono essere i problemi?
«L’eccessivo entusiasmo perché cercando di strafare a volte si sbaglia. Vedo che già dal primo allenamento alcuni ragazzi stanno saltando oltre il dovuto. Invece bisogna dosare le forze, non disperderle e concentrarsi solamente su quello che succede in campo».