di Maria Volpe

Dal 24 agosto è su Mediaset, arrivata con Milo Infante in veste di opinionista di «Ore 11» e di «Verità nascoste», in onda su Retequattro

«È una nuova sfida che mi incuriosisce molto». Monica Leofreddi, giornalista, volto storico della Rai «per 42 anni», dal 24 agosto sbarca su Mediaset. L’ha voluta fortemente Milo Infante, suo sodale di tanti programmi. Sarà dunque opinionista fissa di «Ore 11» su Retequattro e pure di «Verità nascoste» dal primo settembre.

Come è andata?
«Milo mi ha detto: Monica, mi piacerebbe averti nella mia squadra. Poi anche Mediaset doveva dire sì. E quindi sono contenta di essere stata accolta dal nuovo gruppo televisivo che trovo molto dinamico. Gli ultimi anni sembrava di stare un po’ in un pantano in Rai, c’era bisogno di muovere un po’ le acque».



















































Un bel salto dopo quattro decenni…
«È chiaro che c’è stato un momento di riflessione perché sono cresciuta in Rai, volti conosciuti da una vita. Ma farò nuove amicizie, mi piace avere un buon rapporto con le persone dietro le quinte».

Una cosa non cambierà: continuerà a fare la pendolare da Roma a Milano.
«Esatto. Da romana non sono riuscita a fare nulla a Roma. Ora dovrò ambientarmi a Cologno Monzese».

Le pesa?
«No, il pendolarismo fa parte di me. Ho sempre il trolley pronto».

Parliamo di «Ore 11» e di «Verità nascoste».
«Milo Infante sta mettendo a punto la linea editoriale. Sarà ancora una volta un racconto oggettivo, sempre dalla parte delle vittime».

Dal 2003 lei e Milo Infante avete condotto insieme L’Italia sul 2. Lì è nata la «coppia televisiva» e la vostra amicizia.
«Mi piace parlare di affinità professionali. La Rai ha messo insieme due conduttori che non si conoscevano, ci siamo incontrati a Milano, praticamente in onda. È stato un progetto rischioso e posso dire con orgoglio che è nata una coppia televisiva».

Una coppia che funziona ancora oggi.
«Sì, abbiamo capito che se si lavora con rispetto e con serenità, il pubblico lo capisce e lo apprezza. A casa arriva l’affiatamento: mai battibeccare per avere una parola in più».

Infante è stato anche assente dalla tv per qualche anno, ci sono stati dissapori con la Rai.
«Sì e sono stata felicissima quando Milo ha riavuto, tra mille peripezie, il suo programma».

Lei ora è opinionista: più facile o difficile?
«Molto più difficile il ruolo di opinionista. È complicato avere un’opinione seria e credibile su ogni argomento, devi trovare un punto di equilibrio non facile. Non devi essere né esagerata, né banale, anche se la banalità a volte ha più senso».

Vi capite al volo?
«Ah sì, con uno sguardo. Lui mi dice: “Quando ti vedo con il sopracciglio alzato, capisco che c’è qualcosa che non va”. E dunque non potrò mai fare il botox…».

Differenze caratteriali?
«Per anni l’ho addolcito, lui ha un carattere più diretto».

Litigate, scontri?
«Sì, tanti, ci confrontiamo molto. È giusto sostenere un’opinione e lottare per la propria visione. Nessun rapporto funziona se non c’è conflitto».

Anche lei ha avuto un periodo difficile.
«Quando mi sono allontanata dalla tv per la maternità. E quando non sei più utile, il 99 per cento delle persone spariscono (ma Milo c’era, come io ci sono stata per lui)».

Lei ha più volte ribadito che tra carriera e famiglia ha scelto la famiglia.
«Scelte che fanno molte donne quando si trovano al bivio. Io ho scelto l’aspetto privato, rischiando e sono felice di averlo fatto. Poi è passato il treno di Milo che è stato vincente. Quattro anni fa mi ha voluto opinionista fissa ed eccoci ancora insieme».

Perché tanta cronaca nera in tv?

«Tutti abbiamo una parte oscura, e guardandola in tv tentiamo di tenerla lontana da noi».

29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 08:10)