I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a \”mentire\” sullo stato della via d’acqua per influenzare il prezzo del petrolio e \”coprire i loro fallimenti\”. In una dichiarazione pubblicata dall’emittente iraniana Irib, la marina dell’Irgc ha affermato che \”il dominio dei combattenti dell’Islam su questa via d’acqua strategica è completamente decisivo\”. E ha proseguito: \”Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran\”.\n
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L’Iran è intenzionato a creare buoni rapporti con i paesi della regione. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell’Unità islamica, a Teheran. \”Cerchiamo relazioni di buon vicinato con i nostri vicini e relazioni appropriate e costruttive con tutti i Paesi del Medio Oriente\”, ha detto. \”Dalla Turchia e dall’Iraq fino al Pakistan e all’Afghanistan, la politica della Repubblica Islamica dell’Iran consiste nell’espandere le relazioni sulla base del rispetto reciproco e degli interessi reciproci\”, ha spiegato.
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L’Iran risponderà \”al fuoco con il fuoco\” e resisterà anche alle nuove sanzioni secondarie imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell’Unità islamica, a Teheran. Araghchi ha ricordato il primo intervento di Usa e Israele, a giugno dello scorso anno che aveva l’intento di \”minare l’unità del popolo iraniano\”. L’attacco è fallito e \”hanno iniziato a complottare per creare divisioni all’interno del Paese, hanno inviato gruppi armati e hanno cercato di minare la legittimita’ della Repubblica Islamica creando insicurezza e provocando vittime\”, ha spiegato. Ma di nuovo il regime ha resistito. E da qui la nuova guerra. Di nuovo, nonostante l’uccisione della guida suprema Mojtaba Khamenei, \”questo albero non è stato danneggiato\” e \”anche i tentativi di mettere a tacere il fuoco missilistico dell’Iran non hanno avuto successo\”. Alla fine, ha insistito, \”non hanno avuto altra scelta che negoziare\”. L’Iran, ha assicurato, \”non scherza sulla sua sicurezza e i nostri combattenti risponderanno a qualsiasi attacco\”. Anche sotto forma di sanzioni. \”Cosi’ come abbiamo resistito alle sanzioni statunitensi durante l’era Obama, resisteremo anche alle nuove\” di Trump, ha chiarito.
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La diplomazia iraniana continuerà a essere basata sui tre principi di \”dignità, saggezza e opportunita’\”. A sottolinearlo è una dichiarazione pubblicata dal consiglio dei Ministri all’indomani del messaggio della guida suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei. \”Il consiglio dei Ministri considera il campo della diplomazia e il campo della difesa come due ali complementari, coordinate e inseparabili per la tutela degli interessi nazionali, della sicurezza e dell’integrità del Paese, e pone come obiettivo il loro avanzamento simultaneo ed equilibrato\”, spiega ancora la nota riportata dall’agenzia Tasnim. \”Ci impegniamo, grazie a questa sinergia, a resistere con decisione alle sanzioni e alle trame ingiuste dell’arroganza americano-sionista\”, si assicura.
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La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
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\”Apriremo lo Stretto di Hormuz se Washington rispettera’ i suoi impegni\”. Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, aggiunge: \”Abbiamo informato la Guida Suprema in merito al percorso concordato con il Sultanato dell’Oman per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un accordo con l’Oman riguardo alla rotta di transito a Hormuz e, se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nel memorandum d’intesa, apriremo lo stretto. Gli Stati Uniti devono revocare il blocco e le sanzioni, sbloccare i fondi e costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano. Occorre instaurare buoni rapporti con i Paesi limitrofi e garantire la sicurezza congiuntamente a essi\”.
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L’UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha registrato una media di circa 29 navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz negli ultimi sette giorni, un dato che indica un aumento del traffico marittimo attraverso questa vitale via d’acqua per l’industria energetica globale. Lo scrive l’agenzia Dpa. Secondo un rapporto pubblicato oggi, 103 navi sono entrate nel Golfo la scorsa settimana, rispetto alle 101 che ne sono uscite, mentre il traffico marittimo ha registrato un leggero aumento dalla fine di luglio.
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I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a \”mentire\” sullo stato della via d’acqua per influenzare il prezzo del petrolio e \”coprire i loro fallimenti\”. In una dichiarazione pubblicata dall’emittente iraniana Irib, la marina dell’Irgc ha affermato che \”il dominio dei combattenti dell’Islam su questa via d’acqua strategica è completamente decisivo\”. E ha proseguito: \”Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran\”.
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I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a “mentire” sullo stato della via d’acqua per influenzare il prezzo del petrolio e “coprire i loro fallimenti”. In una dichiarazione pubblicata dall’emittente iraniana Irib, la marina dell’Irgc ha affermato che “il dominio dei combattenti dell’Islam su questa via d’acqua strategica è completamente decisivo”. E ha proseguito: “Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran”.
Gli approfondimenti:
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meno di un minuto fa
Araghchi: “Vogliamo buone relazioni con i paesi vicini”
L’Iran è intenzionato a creare buoni rapporti con i paesi della regione. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell’Unità islamica, a Teheran. “Cerchiamo relazioni di buon vicinato con i nostri vicini e relazioni appropriate e costruttive con tutti i Paesi del Medio Oriente”, ha detto. “Dalla Turchia e dall’Iraq fino al Pakistan e all’Afghanistan, la politica della Repubblica Islamica dell’Iran consiste nell’espandere le relazioni sulla base del rispetto reciproco e degli interessi reciproci”, ha spiegato.
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6 minuti fa
Iran, Araghchi: “Risponderemo al fuoco e resisteremo alle sanzioni”
L’Iran risponderà “al fuoco con il fuoco” e resisterà anche alle nuove sanzioni secondarie imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell’Unità islamica, a Teheran. Araghchi ha ricordato il primo intervento di Usa e Israele, a giugno dello scorso anno che aveva l’intento di “minare l’unità del popolo iraniano”. L’attacco è fallito e “hanno iniziato a complottare per creare divisioni all’interno del Paese, hanno inviato gruppi armati e hanno cercato di minare la legittimita’ della Repubblica Islamica creando insicurezza e provocando vittime”, ha spiegato. Ma di nuovo il regime ha resistito. E da qui la nuova guerra. Di nuovo, nonostante l’uccisione della guida suprema Mojtaba Khamenei, “questo albero non è stato danneggiato” e “anche i tentativi di mettere a tacere il fuoco missilistico dell’Iran non hanno avuto successo”. Alla fine, ha insistito, “non hanno avuto altra scelta che negoziare”. L’Iran, ha assicurato, “non scherza sulla sua sicurezza e i nostri combattenti risponderanno a qualsiasi attacco”. Anche sotto forma di sanzioni. “Cosi’ come abbiamo resistito alle sanzioni statunitensi durante l’era Obama, resisteremo anche alle nuove” di Trump, ha chiarito.
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08:13
Iran, governo: “Diplomazia e difesa complementari per la sicurezza”
La diplomazia iraniana continuerà a essere basata sui tre principi di “dignità, saggezza e opportunita’”. A sottolinearlo è una dichiarazione pubblicata dal consiglio dei Ministri all’indomani del messaggio della guida suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei. “Il consiglio dei Ministri considera il campo della diplomazia e il campo della difesa come due ali complementari, coordinate e inseparabili per la tutela degli interessi nazionali, della sicurezza e dell’integrità del Paese, e pone come obiettivo il loro avanzamento simultaneo ed equilibrato”, spiega ancora la nota riportata dall’agenzia Tasnim. “Ci impegniamo, grazie a questa sinergia, a resistere con decisione alle sanzioni e alle trame ingiuste dell’arroganza americano-sionista”, si assicura.
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08:06
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
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07:19
Pezeshkian: apriremo Hormuz se Usa rispetteranno impegni
“Apriremo lo Stretto di Hormuz se Washington rispettera’ i suoi impegni”. Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, aggiunge: “Abbiamo informato la Guida Suprema in merito al percorso concordato con il Sultanato dell’Oman per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un accordo con l’Oman riguardo alla rotta di transito a Hormuz e, se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nel memorandum d’intesa, apriremo lo stretto. Gli Stati Uniti devono revocare il blocco e le sanzioni, sbloccare i fondi e costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano. Occorre instaurare buoni rapporti con i Paesi limitrofi e garantire la sicurezza congiuntamente a essi”.
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07:19
Ukmto, nell’ultima settimana a Hormuz 29 navi al giorno
L’UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha registrato una media di circa 29 navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz negli ultimi sette giorni, un dato che indica un aumento del traffico marittimo attraverso questa vitale via d’acqua per l’industria energetica globale. Lo scrive l’agenzia Dpa. Secondo un rapporto pubblicato oggi, 103 navi sono entrate nel Golfo la scorsa settimana, rispetto alle 101 che ne sono uscite, mentre il traffico marittimo ha registrato un leggero aumento dalla fine di luglio.
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07:18
Iran, pasdaran: “Manteniamo ‘controllo decisivo’ su Hormuz”
I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a “mentire” sullo stato della via d’acqua per influenzare il prezzo del petrolio e “coprire i loro fallimenti”. In una dichiarazione pubblicata dall’emittente iraniana Irib, la marina dell’Irgc ha affermato che “il dominio dei combattenti dell’Islam su questa via d’acqua strategica è completamente decisivo”. E ha proseguito: “Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran”.
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