L’atleta russa è la seconda più giovane di sempre a vincere un torneo Wta al debutto. Ora l’attende l’ex numero 4 Zheng
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29 agosto (modifica alle 14:54) – MILANO
Come si dice in russo “il buongiorno si vede dal mattino”? Kristina Liutova e il tennis hanno stretto amicizia per la prima volta a Flushing Meadows nel 2022 in nome della passione. Lei, dodicenne, si era imbarcata verso New York con il sogno di vedere dal vivo i suoi idoli: Rafael Nadal e soprattutto Serena Williams. Mica un match banale, quello della divina statunitense: era l’ultimo torneo della carriera (prima del rientro in campo a Wimbledon, due mesi fa), concluso con la sconfitta al terzo turno contro Tomljanovic. Liutova ha osservato e preso appunti con dovizia di particolari. Deve aver studiato particolarmente bene: a sedici anni e 175 giorni è diventata la seconda più giovane di sempre a vincere un trofeo Wta al debutto, come accaduto a Memphis. E a New York è dovuta tornare subito, perché sarà la prima tennista classe 2010 a giocare uno Slam.
CHE CORSA A MEMPHIS—
Liutova è nata a Mosca nel febbraio di sedici anni fa, ma dal 2020 ha scelto di risiedere a Redmond, negli Stati Uniti, per inseguire il sogno di diventare professionista alla Gorin Tennis Academy. Viaggia lontana dagli eccessi, se è vero che dopo il trionfo nel 250 di Memphis ha dichiarato emozionata: “Questo è un viaggio miracoloso”. Condito dal talento e dalla precocità in abbondanza: nel 2026 Kristina ha vinto 33 partite considerando tutti i circuiti e ne ha perse solo 4. Con un piccolo dettaglio: a livello Wta non è ancora stata sconfitta. Perché a Memphis, torneo d’esordio, ha messo in fila cinque spunte verdi consecutive e ha alzato il trofeo. Una corsa iniziata col successo per ritiro contro Alexandrova, testa di serie numero 1, e proseguita coi ko inferti a Maya Joint, McNally, Kalieva e Vidmanova in finale. E via allora ad aggiornare il libro dei record: è diventata la seconda più giovane di sempre a vincere un torneo Wta al debutto, battuta solo dai 15 anni e 50 giorni di Mirjana Lucic a Bol 1997.
striscia vincente—
C’era solo il tennis nella testa di Liutova, se è vero che ha impugnato la racchetta per la prima volta a tre anni e che, subito dopo il trasferimento negli States, ha macinato titoli su titoli. Prima il Junior Orange Bowl under 12 nel 2022, poi nove titoli nel circuito junior Itf, infine questo 2026 in cui si è travestita da scheggia impazzita del tennis femminile: ha iniziato l’anno al numero 714, poi ha vinto il W35 di Las Vegas (senza concedere neanche un set, peraltro), poi i W100 di Indian Harbour Beach e Sumter, infine la striscia vincente di Memphis. Il bello è che il torneo Wta d’esordio poteva non iniziare nemmeno perché nell’ultimo turno di qualificazione contro Kozyreva, la 2010 ha rischiato seriamente di salutare la compagnia prima del tempo e ha dovuto tirar fuori i nervi d’acciaio al tie break del terzo per passare indenne l’ostacolo. Glaciale e poi vincente, caratteristiche che spera di poter esibire anche all’esordio Slam: allo Us Open la attende l’ex numero 4 Zheng.
in viaggio con mamma—
Le nuove radici sono ormai piantate ben salde negli Stati Uniti, ma nel borsone di Kristina c’è sempre spazio per un termine russo che profuma di intraducibile: è “dobiratsya”, inteso come il viaggio nel quale si devono superare diversi ostacoli per arrivare. Liutova ha le stimmate della predestinata, ma convive pur sempre coi suoi sedici anni, e a spazzare via le nubi è stata spesso la mamma, a cui la giocatrice ha dedicato un pensiero speciale dopo aver trovato il pass per i quarti a Memphis: “Eccola lì, è con me sui campi da tennis da quando avevo tre anni. Mi ha portata in questo mondo e ha fatto tutto ciò che poteva, è stato difficilissimo per lei e le sono enormemente grata. Ti voglio bene”. Dalla Russia con amore e un discreto bagaglio di riconoscenza.
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