I riflettori di Riccione Music City si riaccendono stasera alle 21 per l’attesissimo concerto di Riccardo Cocciante. Sarà un’occasione per ascoltare dal vivo alcuni brani tratti dall’ultimo album Ho vent’anni con te e ripercorrere una carriera lunga oltre mezzo secolo. Il concerto, dedicato alla celebrazione degli 80 anni del grande cantautore e compositore e ai 50 anni dell’iconico brano Margherita, rientra nel tour Io… Riccardo Cocciante nel 2026 che, dopo la tappa milanese del 19 settembre, si concluderà il 27 dello stesso mese a Verona.
È grande l’attesa per lo spettacolo di Riccione, che ha visto l’iconico artista esibirsi già mezzo secolo fa, nel 1977 al dancing Florida e poi negli anni Novanta sul grande palco in piazzale Roma dove nel 1999 è stato co-conduttore di Un disco per l’estate assieme a Paolo Bonolis.
“La dimensione live è un modo di raccontarmi – premette Cocciante –. Ci sono brani che hanno 50 anni e metterli vicino a canzoni nuove potrebbe risultare stridente, ma il non aver mai scritto per moda fa sì che ci sia un discorso aperto che non crea nessun paragone tra passato e presente, un linguaggio riconoscibile, al di fuori dei trend del momento. Non bisogna rinnegare il momento che si sta vivendo. Ogni volta che canto, soprattutto brani usciti molto tempo fa, provo a interpretarli, plasmandoli, dandogli una nuovo abito secondo l’ispirazione del qui e ora. Quando faccio un concerto cerco sempre di vivere il momento, per me il palcoscenico è un grande impegno, fisico ed emotivo. Credo che il pubblico percepisca il mio trasporto e apprezzi questo mio totale coinvolgimento. La musica è la mia vita, lei ha scelto me e mi ha aiutato a uscire dal mio guscio”.
Il maestro svela: “La mia identità emerge in ogni aspetto del mio lavoro, dagli album al palcoscenico. Ci tengo a preservarla, perché rappresenta ciò che sono, in ogni momento e in ogni fase della mia vita. La musica non si può spiegare, va ascoltata e vissuta. Un disco è come uno spartito, non può esprimere completamente la scrittura di un autore, ne restituisce solo una parte. È una prima fotografia dell’identità artistica, poi bisogna aggiungere profondità attraverso i live, provando a trasmettere tutto ciò che si ha dentro”. Cocciante conclude: “Le location dei i live sono luoghi speciali. Custodiscono un’energia particolare, un’aura che si percepisce e che bisogna imparare ad accogliere”.
Nives Concolino