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Da una parte l’esigenza di riposarsi durante la pausa pranzo prima di tornare al lavoro. Dall’altra quella di un cinema di sfruttare le proprie sale anche nelle ore in cui rimangono più vuote. In mezzo ci sono il buio, il silenzio e poltrone che possono diventare quasi dei letti. Tutti ingredienti che hanno dato vita a un’insolita iniziativa arrivata direttamente dalla Cina: andare al cinema non per vedere un film, ma per dormire.


APPROFONDIMENTI

L’iniziativa

La chiamano “Lying Flat Plan“, letteralmente il “piano per sdraiarsi“. È il servizio di riposo pomeridiano lanciato dal Lumière Cinema di Xi’an, nella provincia cinese dello Shaanxi, per offrire ai lavoratori un’alternativa alla pennichella sulla scrivania. L’iniziativa è attiva dall’aprile 2025 nella sede del Lumière Cinema del Qujiang Creative Valley, una delle due strutture della catena presenti a Xi’an. Il cinema ha riservato due sale al riposo tra le 12 e le 14.30 dei giorni feriali, proprio nella fascia in cui normalmente gli spettacoli attirano meno pubblico.

Le due sale dispongono complessivamente di 76 postazioni reclinabili. Il concetto è sintetizzato anche dallo slogan utilizzato dal cinema: invece di dormire sulla propria postazione di lavoro, ci si può concedere due ore e mezza sdraiati in sala. E senza che sul grande schermo debba necessariamente partire un film.Quanto costa

Il prezzo è probabilmente uno dei motivi del successo. L’abbonamento mensile individuale costa 39,9 yuan, circa 4,8 euro al cambio attuale, mentre quello per due persone costa 59,9 yuan, poco più di 7 euro. Considerando una ventina di giorni lavorativi al mese, il costo della pausa per chi utilizza regolarmente il servizio scende quindi a pochi centesimi di euro al giorno. Nel prezzo sono compresi coperte igienizzate, possibilità di ricaricare il cellulare, caffè pomeridiano e altre piccole dotazioni. Chi vuole aggiungere una mascherina per gli occhi o tappi monouso per le orecchie paga invece 5,9 yuan per ciascun prodotto; alcune offerte propongono il kit completo a 9,9 yuan.

Le due sale

Non tutte le 76 postazioni sono uguali. Nella sala 1 ci sono sedute che possono essere distese completamente fino a trasformarsi quasi in piccoli letti ed è utilizzata prevalentemente dalle donne. La sala 3 dispone invece di poltrone massaggianti reclinabili ed è frequentata soprattutto dagli uomini. Il cinema ha infatti organizzato anche una semplice separazione degli spazi tra i due sessi. L’obiettivo è creare un ambiente il più possibile simile a una vera zona riposo, pur trovandosi all’interno di un multisala.

Le regole

Dormire sì, ma rispettando alcune regole. Tra le indicazioni esposte dal cinema c’è quella, curiosa, di non togliersi le scarpe durante il riposo. I telefoni devono essere impostati in modalità silenziosa e chi deve rispondere a una chiamata è invitato a uscire dalla sala per non disturbare gli altri clienti. L’ambiente deve insomma rimanere il più tranquillo possibile per tutta la durata della pausa, sia per odori che per rumori.

Il successo dell’operazione

L’idea non nasce soltanto dalla volontà di offrire un servizio ai lavoratori. Xu, responsabile del cinema, ha spiegato ai media locali che durante i giorni feriali gli spettacoli nelle ore centrali della giornata registravano normalmente una scarsa affluenza. Da qui l’idea di trasformare per alcune ore due sale sottoutilizzate in spazi per il riposo. L’esperimento sembra avere funzionato. Secondo la responsabile, oggi durante la fascia dedicata alla pennichella viene occupato più della metà dei 76 posti disponibili. E il cinema ha deciso di mantenere il servizio anche durante l’estate, nonostante la maggiore affluenza legata alla stagione cinematografica, con l’intenzione di proseguirlo stabilmente. La trovata è diventata negli ultimi giorni anche un piccolo fenomeno sui social cinesi, con numerosi utenti che hanno chiesto che l’idea venga replicata altrove. Per i cinema, del resto, potrebbe rappresentare un modo per trasformare una delle fasce orarie meno redditizie in una nuova fonte di entrate.


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