Il settantunenne Bruce Willis, come noto, lotta ormai dal 2023 contro una demenza frontotemporale che lo sta consumando. E che ha convinto la sua primogenita Rumer, avuta dall’ex moglie Demi Moore, a sottoporsi ad alcuni test genetici per valutare il proprio rischio di sviluppare demenza e altre malattie neurovegetative. Conoscere le risposte degli esami «può essere terrorizzante», ha spiegato la trentottenne a People. Ma rappresenta un grande vantaggio in termini di prevenzione: «L’informazione è potere. Suona un po’ come Spider-Man, ma quando riusciamo a capire, ad esempio, se siamo più predisposti a qualcosa, possiamo iniziare a lavorare attivamente per ridurre l’infiammazione nel nostro corpo, prenderci cura della salute del cuore, o di qualsiasi altra cosa».
Rumer ha aggiunto che prendersi cura della propria salute in maniera proattiva – cioè anticipando i problemi, agendo prima che le malattie si manifestino – era una priorità, per lei, anche prima della diagnosi di suo padre: «Credo che la salute sia una di quelle cose che diamo per scontate finché non la perdiamo. Ma adottando subito, adesso, piccoli accorgimenti per tutelarla, possiamo evitare un declino repentino con l’avanzare dell’età».
Lei, ad esempio, per tutelarsi assume integratori, non usa più profumi e – per non doversi preoccuparsi delle microplastiche provenienti dai contenitori del cibo da asporto – cucina a casa: «Possono sembrare cose insignificanti, ma in realtà fanno la differenza. In questo mondo siamo costantemente sotto attacco. Ci sono tantissime cose contro cui dobbiamo lottare (…) Una delle cose più importanti, per me, è sapere che le mie azioni hanno un impatto anche su mia figlia (la piccola Louetta, frutto della relazione con Derek Richard Thomas, ndr) e sulla mia possibilità di starle vicino il più a lungo possibile». Da qui la decisione di sottoporsi a vari esami, tra cui quelli per valutare il proprio rischio di sviluppare una demenza frontotemporale (malattia che implica spesso profonde trasformazioni comportamentali, fisiche e comunicative, tra cui rallentamento del linguaggio, difficoltà di coordinazione e rigidità muscolare).
Lo scorso maggio Rumer, in un’altra intervista, aveva ammesso che «avere un padre con questa malattia è un’esperienza davvero tosta». Oggi «tra noi è tutto diverso, ma provo una gratitudine immensa. C’è una dolcezza nuova in lui. Mio padre è sempre stato un uomo molto macho e ora c’è una sorta di… fragilità non è la parola giusta, ma in lui ritrovo una tenerezza che forse l’essere Bruce Willis non gli aveva mai davvero permesso di esprimere fino in fondo». Le ultime informazioni sulla salute dell’attore risalgono a un anno fa, quando la seconda moglie Emma Heming aveva rivelato: «Bruce si muove ancora ed è in buona salute generale. Ma il suo cervello sta cedendo». Poi, proprio pochi giorni fa, è arrivata una nuova foto del divo: nello scatto Willis bacia la secondogenita Tallulah durante il suo matrimonio con il musicista Justin Acee. Una tenera immagine che ha fatto particolarmente piacere al pubblico perché ha permesso di aprire un nuovo spiraglio sulle condizioni dell’attore.