di
Massimiliano Nerozzi
I bianconeri bloccati nel primo tempo, poi entra l’argentino e cambia tutto. Raddoppio di Koopmeiners, debutto per Alajbegovic
C’è una speranza per tutti: tiro a segno, palo, gol (e partitone) di Nico Gonzalez, uno che per tutta l’estate le contrattazioni davano all’Atletico Madrid o ovunque tranne che qui; bis, con rasoterra d’autore, di Koopmeiners che solo due minuti prima, all’ingresso dalla panca, l’arena avrebbe voluto crocifisso in sala mensa. Morale: Juve due, Parma zero, e classifica a punteggio pieno per Madama che è almeno un (bel) conforto per Luciano Spalletti, ritrovatosi una squadra devastata dagli infortuni e appesa allo shopping last minute: senza il suo maggior talento (Yildiz), il migliore della scorsa stagione (McKennie) e il centrocampista più dinamico (Thuram).
Forse per questo ci voleva il piglio e la garra dell’Argentina vice-campione del Mondo, sotto le spoglie di Nico, per svegliare la Juve da un primo tempo di imprecisioni e torpore, come si fosse scolata una damigiana di camomilla. È lui a metterci tecnica e tenacia: fiondata da venticinque metri risputata dal palo, ritenta e sarei più fortunato, come lui è, tiro (deviazione di Troilo), bingo. Poco prima, solo un volo di Corvi gli aveva levato il vantaggio, su rabbioso esterno. Una vittoria che verrà sigillata dalla doppia parata di Vicario, la seconda, con gran riflesso, su zuccata angolata di Romero. Da qui, festa e applausi dell’Allianz Stadium, dopo aver assistito a un primo tempo tribolato.
La Juve faceva fatica davanti al 3-5-2 del Parma, che sempre s’abbassava con la difesa a cinque, chiudendo tutti i vicoli. Mancava la fantasia delle imbucate — del resto, con David trequartista… — mancava il movimento in sovrapposizione degli esterni bassi in grado di rompere la linea nemica e, soprattutto, non c’era un centravanti capace di riempire l’area, e l’aria, per raccogliere i cross che arrivavano. Così, al pit stop per rifiatare, i bianconeri hanno requisito il pallone (67 per cento di possesso), ma senza riuscirne a fare gran uso: 0,07 di expected goal, il nulla, che la ripresa gonfierà a 1,68.
A Conceicao, il migliore, non restava che cercare il biglietto della lotteria da lontano (palo), visto che prima e dopo, Kolo Muani si presentava sempre in ritardo ai suoi inviti. Attorno, una manovra lenta come gli infiniti piani sequenza di Tarkovskij (ma con meno meditazione e poesia), il film di una squadra incompleta. Locatelli ha geometria ma non visione, Douglas Luiz possiede fiuto, ma con una lentezza che strangola l’idea. E poi, troppe pedine nel posto sbagliato nel momento sbagliato: Celik terzino sinistro uhm, e Kolo Muani senza gli attacchi alla profondità non graffia.
Ripresa con più coraggio, carattere e impeto. Uomini forti destini forti, diceva Quello: solo che qui, al momento, se ne vedono pochi. E tra una settimana, contro il Milan, serviranno.
29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 23:15)
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