di
Matteo Persivale

Rimpatriato in Gran Bretagna l’influencer divenuto noto per pensieri omofobi e misogini. Il fermo in Louisiana, dove si era recato per il concerto dell’amico rapper Kanye West

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Milo Yiannopoulos, influencer britannico trapiantato in America e commentatore del sito Breitbart, diventò famoso con pensieri tipo «il femminismo è un cancro», «le donne diventano femministe perché sono brutte e gli uomini le schifano», «la pillola anticoncezionale e la lavatrice sono le due cose hanno rovinato l’umanità». Ai suoi comizi proiettava fotografie di persone trans facendosi crudelmente beffa del loro aspetto e invitava il pubblico a fare altrettanto. E soprattutto «Milo», come lo chiamavano i fan senza bisogno del cognome, divenne un accanito sostenitore della tolleranza zero sull’immigrazione: «Se non sei in America legalmente, fuori. Subito. Niente giudice, niente avvocato. Via. Sciò».

«La California ha bisogno di posti di blocco dell’Ice agli ingressi dei supermercati — tuonava Milo — e alle stazioni di servizio, nei centri commerciali, agli incroci e presso gli edifici governativi, con espulsione immediata per chiunque non riesca a dimostrare di trovarsi legalmente negli Stati Uniti». Sarebbe utile, alla luce dei recenti casi di cronaca, che gli influencer più potenti, tra un selfie e l’altro, provassero a leggere gli antichi greci (o almeno a richiederne una sintesi dettagliata alla AI). Perché proprio i classici, tremila anni fa, hanno utilizzato come colonna portante della loro letteratura l’idea della rapida ascesa e della rovinosa caduta di coloro che, tramite l’orgoglio che acceca (Hubris), fanno scelte folli (Atë) e arrivano alla rovina immediata (Nemesis). Forse leggerà i classici in carcere Yiannopoulos, perché l’altroieri è stato posto in stato di fermo proprio dall’Ice che invocava (contro gli altri).



















































Il 41enne troll è stato arrestato all’aeroporto internazionale Louis Armstrong di New Orleans, e per lui c’è un ordine definitivo di espulsione dagli Stati Uniti; lo ha dichiarato il Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) — l’agenzia da cui dipende l’Ice — definendolo «un immigrato irregolare proveniente dal Regno Unito». Yiannopoulos era entrato legalmente negli Stati Uniti nel maggio 2019 passando per New York, ma «ha scelto di trattenersi oltre i termini consentiti, violando le leggi della nostra nazione. Yiannopoulos ha ricevuto un ordine definitivo di espulsione da un giudice dell’immigrazione il 22 luglio, dopo non essersi presentato all’udienza fissata», si legge nella nota del Dhs che precisa: «Rimarrà in custodia dell’Ice in attesa dell’espulsione», perché al contrario di quello che auspicava lui le espulsioni immediate non sono legali.

È una vicenda piena di paradossi: il sito di gossip Tmz, che ha dato per primo la notizia, ipotizza che Yiannopoulos — amico di Kanye West — si trovasse a New Orleans in vista del concerto del rapper caduto in disgrazia per le dichiarazioni filo-naziste. Fa sorridere l’idea che il tifoso «social» numero uno dell’Ice fosse in America illegalmente (bizzarro, peraltro, che nessuno in sette anni gli avesse mai chiesto, banalmente, con quale tipo di visto risiedesse negli Stati Uniti, visto che come turista dopo 90 giorni avrebbe dovuto fare ritorno del Regno Unito). L’aspetto più esilarante è che Milo sia stato rovinato non dalla sinistra ma da una commentatrice Maga, Laura Loomer, trumpiana d’acciaio. Loomer ieri si è attribuita il merito di aver segnalato l’influencer all’Ice e all’Fbi e ha subito chiesto al ministero della Giustizia di indagare sull’ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene e altri da lei accusati di avergli offerto «rifugio».

29 agosto 2026