Massa Carrara, 29 agosto 2026 – Dopo oltre quattro anni di permanenza nel porto di Marina di Carrara, lo yacht Scheherazade è tornato in mare. L’imbarcazione, lunga 140 metri e sottoposta a sequestro da parte della Guardia di Finanza il 6 maggio 2022 nell’ambito delle sanzioni adottate dall’Unione europea contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, ha lasciato lo scalo apuano nella mattina di venerdì 28 agosto, per poi rientrare nel pomeriggio.
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La partenza e la rotta verso le Cinque Terre
La partenza è avvenuta intorno alle 7.58, riporta “Il Tirreno”. L’imbarcazione, soprannominata lo “yacht di Putin“, ha lasciato il porto e ha fatto rotta verso il Golfo della Spezia, raggiungendo in tarda mattinata le acque al largo delle Cinque Terre. Dopo una sosta in mare, l’imbarcazione ha invertito la rotta dirigendosi nuovamente verso Marina di Carrara, dove è arrivata in rada intorno alle ore 14.
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Il rientro in porto, inizialmente previsto nel primo pomeriggio, è stato posticipato. Nel corso del pomeriggio Scheherazade ha effettuato alcuni movimenti al largo, prima di dirigersi nuovamente verso l’imboccatura del porto e fare ritorno allo scalo dopo le 18. La movimentazione dello yacht non sarebbe stata improvvisa per le autorità competenti, spiega “Il Tirreno”.
Un’uscita programmata: l’ipotesi della prova tecnica
L’uscita in mare era infatti programmata e, secondo le ipotesi circolate, potrebbe essere stata legata a una prova tecnica dei motori dopo il lungo periodo trascorso in stato di fermo o dopo interventi di manutenzione. Scheherazade era già ormeggiato a Marina di Carrara quando venne sequestrato nel maggio 2022.
L’imbarcazione era sottoposta a lavori di refitting da parte di The Italian Sea Group, società che gestisce il cantiere navale dove lo yacht è rimasto per anni. Il contratto relativo alle attività di manutenzione, secondo quanto riferito, sarebbe in scadenza il prossimo 16 settembre. Lo yacht risulta formalmente riconducibile all’oligarca russo Eduard Khudaynatov. Diverse inchieste giornalistiche hanno indicato Khudaynatov come una figura vicina al presidente russo Vladimir Putin e ipotizzato che possa essere stato utilizzato come intestatario dell’imbarcazione.
Il “yacht di Putin” e i suoi ambienti di lusso
Da qui l’appellativo di “yacht di Putin“, definizione che resta però da ricondurre alle ricostruzioni giornalistiche e non a una formale attribuzione della proprietà al presidente russo. Lungo 140 metri, Scheherazade dispone di sei ponti e di numerosi ambienti di lusso, tra cui cabine con finiture in marmo, cinema, discoteca, palestra e strutture per il benessere. A bordo sono inoltre presenti piattaforme destinate, tra l’altro, all’eventuale atterraggio di elicotteri. La breve uscita di venerdì ha attirato l’attenzione di numerosi curiosi e appassionati che hanno seguito la navigazione dell’imbarcazione attraverso i sistemi di monitoraggio del traffico marittimo e dai litorali della costa apuana e delle Cinque Terre. Resta ora da capire quale sarà il destino dello yacht nelle prossime settimane e se l’uscita in mare sia stata esclusivamente una prova tecnica oppure sia collegata alla conclusione dei lavori di manutenzione. Al momento, ogni ipotesi sul futuro dell’imbarcazione resta aperta.