di
Chiara Maffioletti
Intervista all’attrice e conduttrice, che si racconta prima del debutto su Canale 5 di «Erica, una detective per caso». «In futuro mi piacerebbe diventare una regista. Pupi Avati mi ha cambiato la vita: mi scelse senza provini»
Da ragazza, Vanessa Incontrada passava i suoi pomeriggi al parco, nella periferia di Barcellona, con una nutrita compagnia di amici: «Arrivavamo ad essere anche 20, 25 attorno a una panchina. Stavamo tutto il giorno lì: compravamo le caramelle oppure facevamo un gioco con degli elastici messi alle caviglie, saltavamo per farli salire… Cose semplici. Quando torno a trovare i miei amici, anche oggi l’appuntamento è sempre lì, a quella stessa panchina». Forse proprio in quelle infinite chiacchierate, l’attrice e conduttrice ha sviluppato «una certa creatività» oltre che l’amore per le storie. La prossima che la vedrà protagonista è Erica, una detective per caso, nuova serie su cui Canale 5 punta dal 2 settembre in prime time.
La fiction è tratta dai libri di Camilla Läckberg «Erica Falck».
«Anche per questo è un onore essere stata scelta. Amo che il mio personaggio sia una donna testarda: non ha paura di affrontare le cose e, anzi, ci mette tutta se stessa. Mi rivedo molto in questo».
Se un uomo è testardo è determinato, se una donna è testarda spesso è vista come una rompiscatole. Che dice?
«È così, certo. Noi donne dobbiamo lottare e lo dovremo fare per sempre. La strada è ancora lunga e un modo per combattere è continuare a far sentire la nostra voce, dire la nostra opinione. Io quando penso una cosa la dico, non ho paura nell’esprimere il mio pensiero sia politicamente che culturalmente. E se sbaglio so chiedere scusa».
Erica è una scrittrice che investiga su diversi casi…
«In ogni puntata c’è un omicidio ma tutto parte da quello di una sua amica. Collaborerà con un ispettore interpretato da Francesco Scianna: vedere come ha funzionato la nostra coppia sul set mi ha colpita molto».
La spaventa o le piace l’idea che questo possa diventare un personaggio che l’accompagnerà a lungo?
«Sarebbe bellissimo, ma sarà il pubblico a deciderlo. Io me lo auguro… almeno una seconda stagione…».
Erica potrebbe essere la nipotina della Signora in giallo?
«Ehhhh, Angela Lansbury non la puoi imitare… però certo, il mondo è quello».
La sua carriera come attrice è iniziata un po’ a sorpresa, con Pupi Avati. Era il 2003 e la volle ne «Il cuore altrove».
«Mi ha cambiato la vita. Io non pensavo alla carriera di attrice, non voglio per forza avere tutto. Se le cose arrivano, arrivano, se no pazienza. Non ho fatto scuole di recitazione, non pensavo di diventare attrice, eppure Pupi mi ha scelta senza provini. Da lì mi si è aperta una nuova vita: mi ha donato un’altra strada».
Oggi si considera più un’attrice o una conduttrice?
«Non so più dirlo. Faccio quello che mi sento. Ho la fortuna di poter scegliere ma la regola è che se mi innamoro di un progetto mi ci butto».
Nella prossima stagione tv molte serie avranno protagoniste delle donne…
«Meno male, non era così scontato. Al cinema ci sono ancora molti più ruoli per gli uomini, le donne protagoniste sono poche. La tv in questo sembra diversa, si dedica più alle storie femminili. Non so se dipenda dagli spettatori o dai produttori, ma vorrei che anche al cinema fossero più aperti e smettessero di sottovalutare le donne».
Dopo anni, ha lasciato «Zelig»: non condurrà lei la prossima stagione dello show.
«Si è chiuso un ciclo, sia io che Claudio (Bisio, ndr) abbiamo deciso di fermarci. Creeranno un altro Zelig che spero piaccia, perché per me resta casa mia. Quindi auguro a Gino e Michele tutto il successo del mondo ma non nego che sapere che su quel palco ci saranno altre persone mi farà un certo effetto».

Con Bisio ha formato una coppia entrata nell’immaginario. Ma ha altri compagni televisivi che ormai si possono definire storici, no?
«Certo. Carlo Conti con cui a settembre condurrò per la 17esima volta i Music Awards a Verona. Gigi D’Alessio, che ritroverò l’anno prossimo con il nostro Gigi e Vanessa Insieme. E poi Panariello e Siani: a tutti loro sono legata da una sincera amicizia, non solo dal lavoro. Infatti saranno con me anche al mio matrimonio».
Quindi conferma, dopo tanti anni si sposa?
«Sì, ecco, mi è scappato, non era esattamente quello di cui volevo parlare, ma sì. Sarà una grande emozione».

Allora non insistiamo. Parliamo di musica. È spesso alla guida di programmi musicali, le manca però Sanremo…
«Se dovrà arrivare arriverà, altrimenti non doveva essere. Certo, se mai pensassero a me mi inventerei qualcosa, le idee non mi mancano».
Le interessa la regia?
«Ecco, sì, in futuro mi piacerebbe molto. Pur avendo 47 anni sento che devo imparare ancora diverse cose. Ma un giorno, sì, vorrei provarci».

30 agosto 2026
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