Dietro la storia d’amore e i paesaggi da cartolina, il film lascia spazio anche a uno sguardo sul rapporto tra Maiorca e il turismo. A rappresentare questa tensione è Julián, giovane pescatore legato al mare e al territorio, che guarda con diffidenza ai nuovi progetti immobiliari e a un modello di sviluppo che rischia di cambiare il volto dell’isola. Per lui il mare non è una scenografia da vacanza, ma il luogo in cui vive e lavora.

Il film sfiora così il tema della gentrificazione, cioè quel processo per cui l’arrivo di turismo e nuovi investimenti fa crescere i costi e può rendere più difficile per gli abitanti restare nei luoghi in cui sono nati. Anche il fastidio di Julián per le magliette “I Love Mallorca” racconta, con leggerezza, la distanza tra l’isola vissuta ogni giorno e quella trasformata in semplice souvenir. È una riflessione appena accennata, ma interessante, perché aggiunge al romance una piccola domanda su chi abbia davvero diritto a chiamare casa un luogo.

Il tema trova un curioso eco anche nella colonna sonora, con Otro Atardecer di Bad Bunny, artista che ha raccontato spesso nelle sue canzoni le trasformazioni di Puerto Rico e il rapporto problematico con turismo e speculazione. Il titolo, traducibile come “un altro tramonto”, del resto, dialoga con quello del film. 

Anche se ambientato a Maiorca, il film finisce così per intercettare sensibilità comuni a molte isole turistiche: il desiderio di preservare un’identità mentre il mondo continua a trasformarle in destinazioni da sogno.

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