Nel corso degli ultimi decenni, Angelina Jolie si è affermata come una delle figure più celebri e rispettate dell’industria hollywoodiana. La sua carriera decollò alla fine degli anni Novanta, quando recitò in film come Il collezionista di ossa (1999), di Phillip Noyce, dove condivise la scena con Denzel Washington, e Ragazze interrotte (1999), di James Mangold, che le valse l’Oscar come migliore attrice non protagonista.

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All’inizio del nuovo millennio, Jolie divenne anche una star del cinema d’azione grazie a Lara Croft: Tomb Raider (2001), diretto da Simon West e tratto dal celebre videogioco. Negli anni successivi continuò ad alternare grandi produzioni a drammi più impegnativi, come Alexander (2004), di Oliver Stone, Mr. & Mrs. Smith (2005), di Doug Liman, sul cui set conobbe Brad Pitt, con il quale avrebbe dato vita a una delle relazioni più mediatiche della storia recente di Hollywood, The Good Shepherd – L’ombra del potere (2006), di Robert De Niro, e Changeling (2008), di Clint Eastwood, che le valse una candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista.

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Il suo legame con il mondo del cinema non fu casuale: Angelina Jolie è infatti figlia dell’attore Jon Voight, diventato celebre grazie a Un uomo da marciapiede (1969), di John Schlesinger, e in seguito protagonista di film come Un tranquillo weekend di paura (1972), di John Boorman, Tornando a casa (1978), di Hal Ashby, che gli valse l’Oscar come migliore attore protagonista, Heat – La sfida (1995), di Michael Mann, e Mission: Impossible (1996), di Brian De Palma.
Anche sua madre, Marcheline Bertrand, fu attrice, sebbene la sua carriera si limitasse a piccoli ruoli, come quello in Lookin’ to Get Out (1982), di Hal Ashby. Bertrand abbandonò presto le proprie ambizioni artistiche dopo essere rimasta incinta prematuramente del primogenito James Haven, scegliendo di dedicarsi completamente alla crescita dei figli e rinunciando alla carriera per occuparsi di loro.

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Il matrimonio tra Jon Voight e Marcheline Bertrand finì nel 1976, quando Angelina aveva appena un anno. Da quel momento il rapporto dei figli con il padre fu sporadico e distante. Bertrand si assunse da sola la responsabilità della loro educazione e sia Angelina sia il fratello maggiore James Haven svilupparono con lei un legame profondissimo. Questo affetto emerse in modo particolarmente toccante quando Angelina Jolie vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista per Ragazze interrotte (1999). Dopo il discorso di ringraziamento, l’attrice decise di consegnare la statuetta alla madre, in segno di gratitudine per tutti i sacrifici compiuti nel corso degli anni per crescere lei e il fratello. Nel 2007, Bertrand morì a soli 56 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore alle ovaie, una perdita che segnò profondamente Jolie.

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In una recente intervista, l’attrice ha parlato apertamente della sua infanzia, della figura della madre e del significato che quel momento ebbe nella sua carriera:
«Quando ero piccola, i miei genitori divorziarono. Mia madre si ritrovò da sola in casa con due bambini piccoli. Il suo sogno era diventare attrice. Aveva appena vent’anni quando mi ebbe, era giovanissima. Era divorziata. Mia madre vide mio padre accompagnato da un’altra donna mentre lui vinceva l’Oscar, mentre lei era in un appartamento con i suoi due bambini. E ricordo di aver pensato che lei c’era sempre stata per me e per mio fratello: era stata questa la sua scelta. Ho riflettuto spesso su come dovesse essersi sentita quella sera. È un pensiero che non mi ha mai abbandonata. Per questo, quando è arrivato il momento di salire su quel palco, ho voluto chiamarla e dirle: “È tuo”. E poi le ho consegnato l’Oscar. È stato uno dei momenti più belli della mia vita».