Il Bebote è stato negativo nel suo anno e mezzo in rossonero: non segna dal 23 settembre. Il prestito con obbligo di riscatto condizionato può sistemare il bilancio del club

Santi Gimenez è vicino a lasciare Milano. C’è un accordo sulla parola con il Porto per il trasferimento del messicano, anche se mancano ancora alcuni dettagli da definire. Appena ci sarà l’ok, volerà in Portogallo. Sarà un prestito con diritto di riscatto – intorno ai 18-20 milioni – che diventerà obbligo al verificarsi di determinate condizioni. In un anno e mezzo di Milan: 37 partite, 7 gol, diversi infortuni e la sensazione di un ambientamento mai realmente avvenuto. A breve l’Italia sarà soltanto un ricordo amaro per lui.

lA STORIA DI SANTI AL MILAN—  

Gimenez è arrivato al Milan nel gennaio 2025 per 30,2 milioni, firmando un contratto di quattro anni e mezzo. A bilancio è ancora valutato intorno ai 20 milioni, per questo la cessione al Porto dovrebbe attestarsi su quella cifra, così da evitare una minusvalenza. Al Diavolo è arrivato nel momento peggiore, nella stagione del cambio di allenatore, conclusa con un ottavo posto, una finale di Coppa Italia persa e la mancata qualificazione alle coppe europee. Fino al 2024 Gimenez aveva estimatori in tutta Europa: al Feyenoord aveva segnato 16 gol in mezza stagione, dopo l’exploit del 2023-24, chiuso con 26 reti. Al Milan, invece, è stato un lampo. Sei dei suoi sette gol sono arrivati nei primi sei mesi dell’avventura rossonera, compreso quello nei playoff di Champions contro la sua ex squadra. L’ultimo risale al 23 settembre scorso, in Milan-Lecce di Coppa Italia. Poi l’operazione alla caviglia in inverno, che lo ha inserito sempre più nell’album dei ricordi. Al Milan si è fatto male, ma ha giocato peggio nelle 16 presenze in Serie A con Allegri. Max lo stimava per spirito di sacrificio e aiuto alla squadra in fase di non possesso, ma davanti alla porta non è mai riuscito a incidere. Nel 2026 il loro rapporto si è sciolto. Durante la sosta per le nazionali, Gimenez ha rimediato una distorsione proprio a quella caviglia destra operata. E tanti saluti. Neanche il Mondiale ha aiutato il “Bebote” a ritrovare se stesso e, soprattutto, il Milan. Una storia durata poco, diventata presto triste e che ora è arrivata al capolinea. Per tutti, meglio separarsi. Win-win.