Aquilani sta valorizzando il talento montenegrino che ha già fatto in tre partite quanto aveva fatto con Spalletti in tutta la scorsa stagione
Giornalista
30 agosto – 12:13 – MILANO
Un gol in Coppa Italia, uno splendido assist di tacco a Volpato e un minutaggio che nelle prime tre uscite stagionali col Sassuolo è quasi equivalente (196′) a quello di tutta l’annata scorsa sotto la gestione Spalletti (203′). Eppure, nell’emergenza totale che sta colpendo il centrocampo della Juve (Kessie sfumato e Sarr in arrivo, ma Thuram a rischio operazione) qualche tifoso bianconero la domanda se l’è posta: alla Continassa il montenegrino non avrebbe potuto fare ancora comodo?
adzic e un anno ai margini alla juve—
Poco meno di un anno fa, Adzic stava per vivere il momento di gloria più alto della sua giovanissima carriera: il gol decisivo nel 4-3 all’Inter, al 91′, con una conclusione da 30 metri, dopo essere entrato in campo da nemmeno 20 minuti. Una sliding door che cambiargli il destino in bianconero, ma così non è stato. Piuttosto, una splendida cometa, rimasta l’unico lampo in una stagione ai margini. Eppure, Spalletti non gli ha mai risparmiato elogi: “Ha capacità straordinarie, come i calciatori top. Per me non si tocca, perché ritengo sia un tesoro nascosto”, aveva detto il tecnico juventino durante il mercato di gennaio, quando già si parlava della possibilità di mandare il fantasista montenegrino a fare un’esperienza formativa in prestito. Già, perché nonostante il grande potenziale, Adzic aveva bisogno di mettere a posto tante cose.
sassuolo, adzic e un inizio al top—
A spiegarle era stato proprio lo stesso Spalletti: “Gli vedo un grande piede, un grande motore, una scocca importante, ma vorrei trasferirgli più serenità nelle scelte nei vari momenti della partita – aveva spiegato l’ex ct della Nazionale -. A volte si trova in delle zone di campo dove non può permettersi di perdere il pallone o gestirlo in maniera tranquilla, invece fa un po’ di confusione. In altri posti, dove può farci vedere il suo pensiero, fa come se fosse in una zona a rischio”. E le pressioni di un top club come la Juve, tra l’altro impegnata in una delicatissima corsa al quarto posto, certo non permettevano esperimenti. Quindi, per tornare al quesito iniziale, Adzic ora avrebbe fatto comodo alla Juve? Forse numericamente sì, ma un altro anno a Torino non avrebbe probabilmente fatto il suo bene. In un ambiente più tranquillo come quello del Sassuolo può giocare con continuità, svariare da mezz’ala a trequartista nel ruolo ibrido che gli ritagliato Aquilani, completarsi e divertirsi. E, a 20 anni, ha certamente tutto il tempo per tornare alla Juve e giocarsi davvero un posto tra i grandi.
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