Il tecnico degli Spurs, a picco anche contro il Newcastle, recupera una vecchia massima del calcio italiano e dice: “A me tocca spiegare”. Chiede anche tempo per trovare equilibrio e identità
“In Italia si dice che chi vince festeggia e chi perde spiega. A me tocca spiegare”. Deve farlo, Roberto De Zerbi, perché il Tottenham con zero punti e zero gol fatti dopo due partite di Premier sa di inizio da incubo, uno che risveglia i sogni più spaventosi di un ambiente che poco più di tre mesi fa ha evitato la retrocessione all’ultima giornata. Nessuno ha dubbi che i meriti siano di quell’allenatore italiano che oggi ha in mano il progetto di rilancio Spurs, ma per dirla come Jamie Carragher, “la nuova era del Tottenham non poteva cominciare in modo peggiore”. Dopo il 2-0 preso in casa dal Newcastle, che segue il 3-0 incassato alla prima giornata dal Brentford, il progetto Spurs va avanti ed è fatta per l’arrivo dall’Everton per l’equivalente di 70 milioni di euro di Iliman Ndiaye (Richarlison dovrebbe fare il percorso inverso per circa 41 milioni). Le spese sul mercato del Tottenham ora superano i 400 milioni di euro: inevitabile che, con così tanti innesti, a De Zerbi serva tempo per costruire la sua squadra. Parte della critica inglese, però, comincia a chiedersi se il Tottenham abbia fatto gli acquisti giusti.
pro e contro—
Della sconfitta col Newcastle non è tutto da buttare. Nella prima ora gli Spurs sono andati vicini a giocare come vuole De Zerbi, un calcio fatto di possesso e creatività a cui è mancato solo il gol. Omar Marmoush, l’ultimo arrivato, ha debuttato bene muovendosi come punto di riferimento dell’attacco. La nuova coppia di centrali Van Hecke-Van de Ven è sembrata solida e col potenziale per diventare una delle migliori della Premier. I progressi rispetto alla prima, disastrosa uscita col Brentford erano evidenti, nonostante la brutta partita di Sandro Tonali, il peggiore in campo ancora fuori condizione. Il flop di Sandro dà munizioni alla critica sugli acquisti, perché il centrocampista azzurro è stato il più pagato del mercato degli Spurs (115 milioni di euro, cifra record per un giocatore italiano) e nelle prime due partite di Premier non è stato minimamente all’altezza. Contro il Newcastle, il contrasto tra la versione Magpies di Tonali (tra i 10 migliori del ruolo in Premier) e il primo Sandro degli Spurs era così evidente da dare argomenti a quella parte della critica che comincia a sostenere che il Tottenham non abbia fatto gli acquisti giusti. “Queste spese senza freni non sono riuscite a risolvere il problema principale del Tottenham: la mancanza di un’anima o di una spina dorsale” ha scritto il Guardian in un editoriale. Problema piuttosto evidente quando, dopo il primo gol del Newcastle, gli Spurs si sono afflosciati come successo troppe volte nella scorsa stagione.
la difesa—
“Niente panico” ha ripetuto De Zerbi dopo la partita. Il progetto Spurs va avanti spedito e non devono essere due sconfitte a far cambiare idea a club o allenatore. Il tecnico italiano nei giorni scorsi aveva detto che la prima missione dei suoi era trovare l’anima della squadra e successivamente uno stile di gioco. Dopo il flop col Newcastle, è tornato a parlare di mentalità. “È la nostra sfida più grande, perché la mentalità non la compri sul mercato e quando acquisti tanti giocatori nuovi devi poi trovare l’equilibrio – ha spiegato -. Mi piacerebbe trovarla il prima possibile, perché è cruciale per quello che vogliamo fare. Il nostro è un grande progetto e non ho dubbi che otterremo risultati, ma dobbiamo andare avanti. L’ho detto subito ai giocatori: costruire qualcosa di nuovo è dura, è una strada piena di problemi. La differenza la fa come cerchi la soluzione, e abbassare la testa non è certo una soluzione”. De Zerbi non ha solo preso 9 giocatori sul mercato: sta cercando di cambiare il modo di fare le cose al Tottenham, il modo di stare in campo, il modo in cui gestire lo spogliatoio. Se l’anno scorso è entrato in punta dei piedi, preoccupato solo di ottenere una complicata salvezza a 7 giornate dalla fine, in questa stagione sta lavorando per trasformare il Tottenham nella sua squadra, in una che pensa e gioca come lui. I nove acquisti non li ha scelti solo per il loro valore attuale, ma soprattutto per quello che possono diventare nel suo sistema di gioco. Un sistema però che per mille motivi, dal mercato ancora aperto ai giocatori tornati a rate dal Mondiale, non sta ancora dando risultati.
tempo vs risultati—
E qui cominciano i problemi. Il progetto De Zerbi ha chiaramente bisogno di tempo perché è un restyling del Tottenham che va ben oltre il campo. Include gioco e mentalità, e come ha ricordato lui dopo il Newcastle non si ottiene da un giorno all’altro e non deve cambiare ad ogni risultato negativo. Gli Spurs, in questo mercato “senza freni”, hanno preso giocatori adatti al calcio che De Zerbi ha in mente, stile che però va poi costruita in allenamento, col lusso del tempo dato dal non giocare le coppe. Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno i nuovi Spurs lo saranno. Quello del Tottenham però è un ambiente delicato in questo momento, reduce da due stagioni da 17° posto, da una retrocessione evitata all’ultima giornata. De Zerbi ha il credito di aver salvato la squadra da quella figuraccia e i tifosi sono pronti a concederglielo. Ogni sconfitta però, ogni flop come quello col Newcastle, è un ricordo della storia recentissima di questo club, del grande rischio della passata stagione. È un doloroso promemoria di quanto gli Spurs siano stati vicini al baratro. E l’idea non vale solo per i tifosi, ma anche per il club e per i giocatori che l’hanno vissuta. È soprattutto per questo, per dirla come Carragher, che “la stagione non poteva cominciare in modo peggiore”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA