La cosa più banale che si sentiva dire di Grace Jones a Dolph Lundgren quando iniziò la loro storia d’amore era “gli opposti si attraggono”. Sì, okay forse, inizialmente, c’è stato davvero quel meccanismo della genetica che spinge verso un partner più diverso possibile da sé per garantire la prole più sana possibile, smentendo la diceria (sessista) della “moglie e buoi dei paesi tuoi”. Oppure, semplicemente, si è trattato dell’incontro fra due insospettabili fo**uti geni con la particolarità di essere anche belli. Ma questo è solo affare loro. Quello che invece sappiamo noi è che nessuna coppia di celebrità ha mai avuto un impatto visivo mozzafiato quanto il loro, e i paparazzi ci andavano a nozze.

Grace Jones, dalla Giamaica alle copertine patinate

Quando Grace Jones ha visto per la prima volta Dolph Lundgren, lei era già una star. Nata a Kingston, in Giamaica, il 19 maggio 1948, alta 179 cm e dotata di fisico androgino, aveva lavorato sin da giovanissima come modella a New York per l’agenzia Wilhelmina Models, e a Parigi era stata ingaggiata dalle maison più prestigiose, da Yves Saint Laurent a Kenzo, finendo sulle copertine di Elle e Vogue Hommes fotografata da miti dell’obiettivo come Helmut Newton, tanto per citarne uno. Molti pensano che la prima modella nera di successo sia stata Naomi Campbell, ma in verità è lei a detenere questo primato, raggiunto negli anni 70. Poi, nel 1977, mentre animava la fanuna dello Studio 54, ha intrapreso anche la carriera musicale.

unspecified january 01: photo of grace jones (photo by michael ochs archives/getty images)pinterestMichael Ochs Archives//Getty Images

Grace Jones allo Studio 54 negli anni 70

Grace Jones regina dello Studio 54

In Italia diventò famosa con la cover disco di La vie en rose, tanto che nel 1978 Enzo Trapani la volle in Stryx, lo show più scandaloso della storia della Rai, con le artiste che si potevano esibire anche in topless (su Rai 2 in prima serata). Ma nel frattempo, negli Stati era stata soprannominata “La Regina della Disco”. Negli anni 80 era passata alla new wave e si era riconfermtata una star anche da noi con Slave To The Rhythmma. In quel periodo collaborava molto con il grafico Jean-Paul Goude con cui realizzava i suoi video clip. Intanto, nove anni dopo di lei, nel 1957, vicino Stoccolma era nato Hans Lundgren detto Dolph, figlio di un’insegnante di lingue e di un economista che lavorava per il governo svedese. Da quello che racconterà lui stesso, il padre era un nevrotico che sfogava le sue frustrazioni sulla moglie e sul figlio. Su di lui bambino, in particolare, si accaniva accusandolo di essere un “perdente”, cosa che invece di abbatterlo, per fortuna, lo motivò a dimostrare il contrario. Il giovane Dolph, che è stato di statura modesta per tutta l’infanzia (era soprannominato “nanerottolo”), convogliò le sue energie negli sport di contatto come la boxe, il karate, lo judo e il Gōjū-ryū, nel sollevamento pesi, e anche nella musica, imparando a suonare la batteria, mentre la sua altezza prendeva lo sprint durante la pubertà arrivando a 196 cm di altezza.

dolph lundgren (photo by © roger ressmeyer/corbis/vcg via getty images)pinterestRoger Ressmeyer//Getty Images

il giovane Dolph Lundgren nei primi tentativi di diventare un modello

Dolph Lundgren, il secchione bello e atletico

Dopo il diploma, Dolph Lundgren ottenne delle borse di studio per andare a studiare Ingegneria chimica negli Stati Uniti, ma dovette mollare tutto per svolgere la leva militare obbligatoria in Svezia, e alla fine si laureò a Stoccolma all’inizio degli anni ’80. Intanto, faceva faville con lo sport, tanto da essere il capitano della squadra svedese di karate Kyokushin che partecipò al Campionato Mondiale Open del 1979, e da aver partecipato e vinto in diverse altre competizioni internazionali. Nel 1982 ha pure conseguito un master in ingegneria chimica a Sydney, dove la sera lavorava come buttafuori in un locale notturno, e l’ennesima borsa di studio l’avrebbe portato nientemeno che al MIT di Boston, se nel 1983, nel locale dove lavorava a Sydney, non avesse incontrato Grace Jones. La pop star si trovava in città per un concerto, ed entrando nel locale rimase subito colpita dall’imponente presenza fisica di Dolph. Senza troppe timidezze lo assunse come sua guardia del corpo personale, ma probabilmente il suo intento era un altro sin dall’inizio. Bastarono infatti pochi giorni prima che il rapporto di lavoro si trasformasse in un’appassionata relazione sentimentale. Lei lo attirò come una sirena nella sua villa alle Bahamas dove si innamorarono follemente e quando lei gli chiese se aveva ancora intenzione di andare a Boston per proseguire gli studi al Mit, lui non ci pensò due volte e si trasferirsi con lei a New York.

singer grace jones and actor dolph lundgren embrace each other. (photo by lgi stock/corbis/vcg via getty images)pinterestLGI Stock//Getty Images

Grace Jones e Dolph Lundgren all’inizio della loro relazione, a New York

L’inizio dell’amore fra Grace Jones e Dolph Lundgren

Inizialmente Grace provò a farlo lavorare come modello. Ma Dolph era decisamente troppo muscoloso per posare. Per cui preferì farsi assumere anche lì come buttafuori al famoso nightclub Limelight, che si trovava dentro una chiesa sconsacrata. Di giorno, però, studiava recitazione nella stessa classe dei giovani Andie MacDowell e Tom Hulce. Intanto, la vita con la pantera nera del pop lo portava a frequentare personalità brillanti come Andy Warhol, Keith Haring, Iman. Un cortocircuito mentale per un ragazzone semplice e studioso arrivato dalla Svezia. Decise così di intraprendere la carriera di attore, e nel 1985 Grace Jones lo raccomandò vivamente al casting di 007 – Bersaglio mobile, l’ultimo film in cui Roger Moore veste i panni di James Bond. Dolph Lundgren ottenne la parte di un assassino del KGB, mentre Grace Jones interpretava la cattiva May Day, una delle Bond Girl più inquietanti di sempre. La leggenda vuole che sul set Roger Moore, che non era certo un nano, guardò dall’alto in basso Dolph e gli disse: “Sei più grosso della Danimarca!”. Ma il ruolo che fece di lui un’icona pop sarebbe arrivato quello stesso anno. Sylvester Stallone stava cercando un omone imponente per interpretare il pugile sovietico Ivan Drago in Rocky IV, e lo svedese, al tempo 27enne, riuscì a ottenere un provino. Inizialmente fu scartato perché troppo, troppo più alto di Stallone. Ma alla fine venne ripescato e si diede da fare con l’allenamento per cinque mesi, prima dell’inizio delle riprese, impegnandosi sei giorni a settimana anche insieme a Grace.

dolph lundgren and grace jones (photo by ron galella/ron galella collection via getty images)pinterest

Ron Galella//Getty Images

Dolph Lundgren e il ruolo iconico di Ivan Drago

Dolph Lundgren, che nel film ha anche una moglie interpretata da Brigitte Nielsen, al tempo sposata con Stallone, arrivò sul set con 110 chili di muscoli, anche se nella trama viene dichiarato che Ivan Drago ne pesa 120. E fu così che pronunciò la celebre battuta “I must break you”, che in Italia fece ancora più presa perché venne tradotta come: “Ti spiezzo in due“, esasperando in modo un po’ macchiettistico l’accento russo. Sul set ci fu anche un incidente: Lundgren colpì Stallone così forte sul ring che l’attore fu ricoverato per nove giorni. Ma a parte questo inconveniente, che contribuì al lancio del film, con Rocky IV Dolph Lundgren era diventato un’icona cinematografica, e la coppia di cui era la metà, un bersaglio mobile dei paparazzi. Ai giornali facevano gola anche le foto posate, insieme mentre si allenavano e lui parava i calci di lei nelle sedute di kick boxing. Belli, statuari, appariscenti, altissimi, tutti volevano ovunque la pantera nera del pop e Ivan Drago.

Fine dell’amore fra Grace Jones e Dolph Lundgren

Ma come è accaduto per molte altre coppie, il successo si mise in mezzo e diventò la pressione che sospinse i due innamorati lontano l’uno dall’altra. I dettagli della fine di una storia li sanno sempre e solo i diretti interessati, ma si dice che quella fra Grace Jones e Dolph Lundgren sia finita perché lei non resse, oltre al suo, l’enorme successo di cui era stato investito lui. A New York si dice ancora che lei portasse a casa molti amici ogni sera, per affermare la sua presenza, e che lui, concentrato a studiare i copioni per i nuovi ruoli che gli venivano proposti, trovasse la cosa estenuante. La coppia si separò nel 1986 e ognuno continuò per la propria strada. Lui diventò una presenza fissa dei film di azione, anche se non mai più avuto l’evidenza ottenuta con Rocky IV, e ha continuato a lavorare come attore fino al 2022. Oggi ha 68 anni. Lei che ne ha 78, dopo aver affrontato parecchi problemi di salute, si è ripresa ed è ancora impegnata in tournée, concerti e festival musicali mondiali amarcord. Entrambi continuano a essere celebrati come due icona culturali. Ma anche se dichiarano di essere in ottimi rapporti, insieme non sono stati fotografati mai più.