Fiorentina, la situazione è già pessima. Sul banco degli imputati c’è il tecnico, poi alcuni calciatori. Per la piazza manca un leader e in campo si vede poca personalità, rovinata la festa per i 100 anni

Un risveglio da caccia al colpevole quello che sta vivendo Firenze in queste ore. Pesano le due sconfitte consecutive, ma il panico generale é scattato ancor più per i 7 gol subiti e le zero reti realizzate in 180 minuti. Il 4-0 alla prima giornata all’Olimpico aveva fatto suonare un campanello d’allarme, ma è stato il 3-0 in casa con il Frosinone a far accendere tutte le spie rosse. Perché se in trasferta contro la Roma, formazione forte e rodata, una debacle era possibile, prendere tre schiaffi al Franchi contro una neopromossa diventa preoccupante per i tifosi che fra l’altro ieri erano in festa per il Centenario del club.

partenza horror—  

In prima fila sul banco degli imputati, con molta poca originalità, c’è l’allenatore e a seguire i calciatori, soprattutto alcuni singoli. Fabio Grosso é nel mirino per diverse scelte e per la mancanza di un gioco. Sui social e nelle pagine dedicate ai sostenitori viola si moltiplicano gli interrogativi sul perché la squadra manchi completamente di struttura e identità. I tanti volti nuovi da integrare negli schemi sono un’attenuante per il tecnico, ma non sufficiente a frenare il malumore dell’ambiente. A Roma non erano piaciute alcune scelte di formazione come Joao Mario adattato a sinistra per lasciare spazio a destra al partente Dodo. Così come Atta sulla trequarti invece che mezzala. Modifiche  che ieri sono state fatte, tuttavia con risultato identico. Il problema quindi starebbe a un livello superiore. Ieri Grosso ha parlato di troppa leggerezza e mancanza di struttura. Tanta qualità, senza solidità. Tocca a lui però trovare il modo di trasformare questo gruppo in squadra e perfino farlo in fretta perché il tempo passa e “il calcio non aspetta” come lo stesso allenatore ha detto nel post partita. Per lui una partenza horror, da record in negativo dal punto di vista della differenza reti.

flop su flop—  

A finire nel mirino dei tifosi ci sono anche alcuni singoli: Dragusin fra tutti, il neo acquisto che doveva portare solidità difensiva e che invece ha responsabilità dirette su alcuni gol, sia a Roma che ieri con il Frosinone. Fra i “vecchi” é Gudmundsson il più bersagliato. È in uscita dall’inizio del mercato, ma ancora in cerca di una destinazione. Ieri al momento del cambio è stato fischiato chiaramente, mentre stava uscendo, al contrario di Oulai che ha ricevuto applausi allo stesso identico minuto di gioco. Ci sono poi alcuni elementi a cui viene chiesta più concretezza e meno ostentazione di qualità, come Atta che alla prima ha giocato sulla trequarti e ieri mezzala, ma non ha fatto la differenza come aveva fatto invece nelle amichevoli pre-campionato. Salvato completamente dalle critiche Mastantuono, talento argentino in prestito dal Real Madrid.  Altro punto dolente, secondo la piazza, è la mancanza di leader in uno spogliatoio composto da tanti ragazzi giovani e inconsapevoli di che cosa sia Firenze.

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chi si salva—  

Lo stadio ieri ha fischiato alla fine della partita e perfino quando la squadra è entrata in campo durante la festa dei 100 anni. Non c’è stata però la contestazione della Curva Fiesole perché quando, al novantesimo, i giocatori sono andati sotto il settore riservato al tifo organizzato, sono stati intonati cori per la città e per la maglia, mai contro la squadra. Chi ancora gode di una quasi totale immunità sono dirigenza e proprietà. Il direttore sportivo Fabio Paratici ha preso le redini del club e l’ambiente ha apprezzato il suo lavoro con applausi a scena aperta in Coppa Italia contro il Benevento. Ora però a lui i tifosi chiedono di completare l’opera portando un centravanti dello stesso valore del partente Moise Kean e anche di terminare la composizione della rosa che ancora è orfana di alcuni elementi. Mancano pochi giorni e il lavoro da fare è molto, pure in uscita. Solo applausi dei tifosi per la famiglia Commisso che ha speso più di cento milioni in questa finestra di mercato e quasi cento la scorsa estate. L’affetto nei confronti del presidente Giuseppe e della madre Catherine è arrivato sia prima della partita che durante il discorso finale alla festa del Centenario.