di
Serena Palumbo
La sparatoria ad Aarau, durante un rave: tutte le vittime avevano tra i 20 e i 30 anni. La polizia: «Eventuali moventi e le circostanze esatte dell’atto devono ancora essere chiariti»
La musica si è fermata poco dopo le 2.30. Poi gli spari, inizialmente scambiati per fuochi d’artificio. In pochi istanti, il rave party organizzato ad Aarau, in Svizzera, si è trasformato in una scena di paura. Una ragazza italiana di 22 anni è morta e altre cinque persone sono rimaste ferite. Alcune di loro sarebbero in gravi condizioni. La vittima, secondo quanto appreso dal Corriere, si chiama Maria Spinelli, era originaria di Atri, in Abruzzo, e lavorava in Svizzera. Tra i feriti ci sarebbero inoltre due cittadini italiani. Sulla vicenda starebbe indagando l’antiterrorismo. La Farnesina segue la situazione attraverso l’unità di crisi, in coordinamento con l’ambasciata italiana a Berna e il consolato generale a Basilea. Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricevuto una telefonata dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero, Ignazio Cassis. Nel corso del colloquio, Cassis ha espresso le proprie condoglianze per la morte della cittadina italiana.
La sparatoria è avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella zona di Schachen, dove erano attese circa 3.500 persone. Secondo le prime ricostruzioni, poco dopo le 2.30 la musica si è interrotta e sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. In un primo momento alcuni partecipanti hanno pensato che si trattasse di fuochi d’artificio. La polizia cantonale di Argovia ha avviato un’indagine per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. «Secondo i primi accertamenti, gli spari esplosi questa notte nella zona di Schachen, ad Aarau, hanno provocato un morto e cinque feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni», ha comunicato la polizia. Le autorità stanno inoltre cercando di accertare il possibile movente e le circostanze esatte della sparatoria.

Le testimonianze
Tra le persone presenti al rave c’è chi ha raccontato di non aver compreso immediatamente la gravità della situazione. Un partecipante, intervistato dal quotidiano svizzero Blick, ha riferito che la musica si è fermata improvvisamente intorno alle 2.30. Poco dopo avrebbe sentito alcuni colpi, inizialmente interpretati come fuochi d’artificio. Secondo il suo racconto, un uomo e una donna gli avrebbero indicato di ripararsi dietro un frigorifero. Solo in seguito, attraversando il cortile, avrebbe capito che si trattava di una sparatoria. Il testimone ha raccontato di aver visto una donna ferita e di aver tentato, insieme ad altre persone, di soccorrerla. La giovane, però, sarebbe morta per le ferite riportate.
Altri partecipanti avrebbero riferito di aver notato una persona armata di fucile d’assalto nei pressi delle automobili parcheggiate, prima che si allontanasse. Si tratta, tuttavia, di elementi ancora al vaglio degli investigatori. Un’altra donna presente alla festa ha raccontato che anche altri partecipanti avevano inizialmente attribuito i rumori ai fuochi d’artificio, dopo aver visto alcune scintille sul soffitto. La situazione sarebbe poi cambiata rapidamente, quando qualcuno ha gridato di mettersi a terra. Alcune persone si sono quindi nascoste sotto la consolle del dj. Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, i partecipanti sono stati accompagnati in una palestra nelle vicinanze, dove gli investigatori hanno raccolto le loro testimonianze.
Le indagini e i messaggi sui social
La polizia cantonale di Argovia ha invitato chiunque disponga di fotografie o registrazioni video realizzate durante la serata a metterle a disposizione degli investigatori. L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto e acquisire elementi utili all’identificazione del responsabile o dei responsabili. Anche sui social network sono comparsi numerosi messaggi di persone che si trovavano al rave. Tra questi, diversi artisti che si erano esibiti durante la serata hanno espresso il proprio cordoglio per la vittima. Alcuni hanno parlato della giovane come di un’amica, un elemento che potrebbe indicare una sua vicinanza agli organizzatori o alla comunità degli artisti, ma che dovrà essere verificato.
Gli organizzatori del rave hanno espresso il proprio cordoglio attraverso un messaggio pubblicato sull’account social dell’evento. Nel comunicato manifestano vicinanza alla vittima, ai feriti e alle loro famiglie e definiscono quanto accaduto un attacco che ha colpito profondamente la comunità riunita ad Aarau. «Siamo scioccati, devastati e addolorati», si legge nel messaggio firmato da Livio, Alex, Maik e Olivier.

Gli organizzatori sottolineano che un rave dovrebbe essere un luogo di incontro e condivisione e ribadiscono la propria vicinanza alle persone coinvolte. «L’attacco agli ospiti dell’Aarauer Raves ci ha spezzato il cuore – scrivono – . Un rave dovrebbe sempre essere un luogo di gioia e amore. Mai un luogo in cui le persone vengono uccise, ferite e spaventate. I nostri pensieri sono con le vittime, i loro parenti e amici. I nostri ringraziamenti vanno alla polizia e al soccorritori. Come organizzatori, faremo tutto ciò che è in nostro potere per sostenere la polizia nel loro lavoro». Intanto, le indagini proseguono per stabilire l’esatta dinamica della sparatoria, individuare chi ha aperto il fuoco e chiarire il movente.
Articolo in aggiornamento…
30 agosto 2026 ( modifica il 30 agosto 2026 | 16:00)
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