Il suo nome risuona e il suo volto è già visto, seppur Toni Capuozzo non gode forse della fama che meriterebbe. Si tratta di uno dei reporter che più hanno contributo a raccontare agli italiani quel che accade nel mondo, dalle guerre agli avvenimenti rivoluzionari. Dopo esser stato testimone in presa diretta della storia, adesso la racconta con un nuovo show di approfondimento su Mediaset. In vista della prima puntata, conosciamone meglio la storia e la carriera.
Toni Capuozzo, non chiamatelo inviato di guerra
Toni Capuozzo è nato nel 1948 a Palmanova, in provincia di Udine, figlio di padre napoletano e madre triestina. Ha studiato sociologia all’Università di Trento, ma la sua vera passione è sempre stata la politica. Fin da giovanissimo ha iniziato a scrivere su quotidiani locali, per poi diventare giornalista professionista nel 1983.
Collabora con testate note come il quotidiano Reporter e i periodici Panorama e Epoca. Qualche anno dopo, l’approdo in tv. Per Giovanni Minoli e il suo Mixer (Rai 2) si è occupato di approfondimenti sulla mafia. È stato inviato di Giuliano Ferrara per L’istruttoria su Italia 1 e per le reti Mediaset ha raccontato le guerre più cruente degli ultimi 50 anni, da quella in ex Jugoslavia al conflitto in Medio Oriente fino alla guerra in Afghanistan.
Ha continuato a curare reportage e rubriche dedicati alla politica e alle guerre del mondo, seppur non gli piaccia essere etichettato come reporter dal fronte. “Sia per equilibrio personale sia per spiegare bene un conflitto, è importante restare una persona come tutti, avere consapevolezza della normalità della vita e di chi poi ti ascolta in salotto o in cucina. Non ci si può abituare alla guerra” ha raccontato a Tv, Sorrisi e Canzoni.
Fino al 2013 Capuozzo è stato vicedirettore del Tg5, per cui ha curato il settimanale di approfondimento giornalistico Terra!, in seguito spostatosi nella seconda serata di Rete 4. Dal 2017 non ha più condotto alcuna trasmissione.
Il bimbo accudito a Sarajevo
Toni Capuozzo è sposato e ha due figlie, ma della sua vita privata non condivide nulla. Quel che è noto è che il giornalista scelse di prendersi cura di un neonato di nome Kemal, che perse una gamba e la mamma durante uno dei bombardamenti di cui fu vittima Sarajevo. Capuozzo portò il bambino con sé in Italia per garantirgli le cure necessarie.
Dopo cinque anni assieme il piccolo è tornato in patria per ricongiungersi con il padre biologico. Oltre 20 anni dopo “sui social si fa chiamare Kemal Capuozzo. – racconta il giornalista – Ha 33 anni, sta bene, lavora, anche se con una certa… pigrizia balcanica. E siamo sempre in contatto. Ha vissuto con la mia famiglia per cinque anni, abbiamo un rapporto che sconfina nel paterno”.
Con Giganti racconta i grandi della storia
A quasi un decennio di distanza dall’ultima volta, Toni Capuozzo torna sul piccolo schermo con Giganti – I protagonisti della storia, in onda nella prima serata di Rete 4 per quattro puntate, a partire da domenica 30 agosto 2026.
La trasmissione approfondirà in ogni puntata la storia di un uomo o una donna tra coloro che hanno cambiato per sempre il corso della storia. “Forse perché io nel mio lavoro ho sempre raccontato le storie dei piccoli, degli anonimi, le sofferenze della gente qualunque in tutti i conflitti. Raramente ho avuto a che fare con i grandi, i potenti”.
La prima puntata sarà dedicata a Karol Wojtyła, divenuto pontefice con il nome di Giovanni Paolo II. Il primo Pontefice non italiano dopo oltre quattro secoli e una delle figure centrali del Novecento. Il racconto partirà dalla sua Polonia per ricostruire non soltanto il percorso religioso, ma anche il ruolo politico e sociale avuto durante il pontificato.
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