A trent’anni dalla scomparsa di Toni Benetton, Mogliano Veneto rende omaggio a uno dei suoi artisti più rappresentativi, che per lungo tempo ha vissuto e lavorato in città, lasciando un’importante eredità culturale.
Per celebrare l’anniversario, la Amministrazione comunale ha portato una delle opere più significative dell’artista nel cuore del centro storico. Nell’area pedonale di fronte al Duomo è stata infatti installata la Deposizione, che resterà visibile per sei mesi. L’installazione è stata curata dal figlio dell’artista, Giovanni Benetton, direttore del museo dedicato al padre a Villa Marignana.
Il sindaco Davide Bortolato sottolinea come l’iniziativa intenda mantenere viva la memoria di Benetton e valorizzare il profondo legame tra l’artista e Mogliano Veneto, dove si trova una parte significativa della sua produzione, conservata non solo nel Museo “Toni Benetton”, ma anche in diversi spazi pubblici della città.
Soddisfatto anche l’assessore alla Cultura Giorgio Copparoni, che evidenzia il particolare valore della Deposizione, realizzata nel 1961 e appartenente all’ultima fase figurativa della produzione di Benetton prima della successiva evoluzione della sua ricerca artistica. L’opera raffigura la Madonna con il corpo di Cristo e richiama, per impostazione e soggetto, la celebre Pietà di Michelangelo. Secondo l’assessore, la sua collocazione davanti al Duomo consente di riportare nel centro cittadino un’opera rappresentativa di una fase importante del percorso di un artista profondamente legato al territorio.
Toni Benetton, nato a Treviso nel 1910 e scomparso nel 1996, è stato tra i principali esponenti italiani del Novecento nel campo della scultura in ferro e delle macrosculture. Dopo una prima formazione nel lavoro artigianale del ferro e gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sviluppò una ricerca caratterizzata dal rapporto tra materia, spazio e movimento.
A Mogliano Veneto, nel 1967, fondò a Villa Marignana l’Accademia Internazionale del Ferro Battuto, esperienza dedicata alla formazione e alla lavorazione artistica del ferro, attiva fino al 1980. Nelle ex cantine della villa trova oggi spazio il Museo “Toni Benetton”, che custodisce un nucleo fondamentale della sua produzione e ne mantiene viva la memoria artistica.


