Ha detto di aver bisogno di fazzoletti e occhiali da sole il campione già in lacrime all’inizio del suo discorso. «Mirka è mia moglie, ma definirla così è anche il più grande eufemismo che possa usare, perché è stata la mia allenatrice, la mia compagna di allenamento, colei che mi ha fatto tenere i piedi per terra, la mia stylist. E allora ne avevo davvero bisogno. Mirka è la persona che mi ha insegnato a essere concretato sul tennis e divertirmi in tutto il resto». La definisce una madre meravigliosa per i loro quattro figli e i ricorda i muri che hanno superato tenendosi per mano. Tutte queste cose messe insieme sono la vera Hall of Fame per Federer.

E lo sono anche tutte le altre persone che lo hanno accompagnato nel viaggio con la racchetta in mano compresi il padre Robert, il vero RF, e gli allenatori, anche quelli che non ci sono più. Pierre Paganini , Peter Carter, Peter Lundgren, Paul Annacone, Tony Roche, Ivan Ljubicic, Severin Luthi. Su tutti Stefan Edberg: «Sono stato fortunato ad avere al mio fianco un eroe d’infanzia». Ci sono amici e avversari parte di quel tennis che è stato il tessuto della sua vita.