Da quando nel maggio 2024 Julio Velasco ha iniziato a lavorare con la selezione femminile ha scelto di intraprendere questo percorso con Massimo Barbolini e Juan Manuel Cichello, due fidati scudieri con i quali forma un trio invincibile

30 agosto – 18:36 – BRNO (REPUBBLICA CECA)

Julio, Massimo e Juan sono i tre moschettieri della Nazionale italiana. Da quando nel maggio 2024 Julio Velasco ha iniziato a lavorare con la selezione femminile ha scelto di intraprendere questo percorso in compagnia di Massimo Barbolini e Juan Manuel Cichello, due fidati scudieri con i quali forma un trio (a Parigi con Lorenzo Bernardi erano in quattro) invincibile. Due assistenti che sono entrati nella vita del tecnico di La Plata in momenti diversi della sua carriera ma che hanno lasciato in lui un ricordo importante tanto da meritarsi la chiamata in azzurro.

VINCENTE—  

Il rapporto tra Massimo Barbolini e Julio Velasco inizia metà degli anni 80 quando il tecnico argentino si trasferisce da Jesi alla Panini Modena. Dall’estate 1985 al 1989 quando arriva la chiamata della Nazionale maschile: 4 anni nei quali il club emiliano vince 4 scudetti e 3 Coppe Italia. “Allora allenavo nel settore giovanile e Velasco mi chiese se volessi diventare il suo assistente – racconta Barbolini -. Una scelta che mi ha cambiato la vita”. Già, perché negli anni successivi il 62enne tecnico modenese diventa uno degli allenatori più affermati della pallavolo femminile con un palmares che comprende 5 scudetti, 4 Champions (con 4 squadre diverse), 8 Coppe Italia, 2 Supercoppe, 1 Mondiale per Club e soprattutto due ori europei, i primi due della storia della pallavolo femminile italiana. “Quando Julio mi ha chiesto di seguirlo in Nazionale non ho avuto dubbi: credo che nessun altro me lo avrebbe chiesto”.

allievo—  

Diverso è il percorso che ha portato Velasco a legarsi a Juan Manuel Cichello. Classe 1975, Juan è un adepto del pensiero velaschiano (“ho seguito tutti i corsi di Julio in Argentina e ho sempre tentato di mettere in pratica tutte le sue teorie”) e durante l’esperienza da allenatore delle giovanili dell’Argentina ha l’occasione di coronare un sogno: incontra per un caffè Velasco: “L’ho fatto durare tanto – spiega Cichello -. Dalle 7 del pomeriggio alle 4 di notte a parlare di pallavolo. Ho riempito un block notes di appunti”. La carriera di Cichello prosegue, è il primo allenatore che porta l’Argentina juniores all’oro del sudamericano battendo il Brasile. Nel 2011 riceve la classica telefonata che gli cambia la vita: “Mi suona il telefono e quando rispondo sento: ‘Hola, soy Julio Velasco’. Butto già perché penso a uno scherzo dei miei amici che conoscono la venerazione che ho per lui. Il telefono risuona e ancora: ‘Hola, soy Julio Velasco’. Questa volta non riattacco, divento il suo assistente nell’esperienza sulla panchina dell’Iran”. Il rapporto si fortifica e nel 2024 Velasco lo richiama per l’avventura azzurra.

compiti—  

Età, storie e competenze diverse. La forza di questo trio di tecnici è proprio questa: “Io mi occupo dello studio delle palleggiatrici avversarie – spiega Barbolini che nei giorni di pausa tra il girone in Svezia e le gare in Repubblica Ceca è andato a vedere le altre squadre impegnate a Istanbul – mentre Juan guarda le direzioni d’attacco delle squadre che incontreremo. Il segreto è dare poche informazioni ma corrette a Velasco. L’ultima parola spetta sempre a lui”. Ai Giochi 2024 e al Mondiale 2025 la catena di lavoro ha funzionato. Ora mancano 4 partite per entrare nella leggenda dello sport di squadra: eguagliare l’Unione Sovietica e diventare la nazionale in grado di essere contemporaneamente campione olimpica, del mondo ed europea.