Il morbillo torna a fare paura negli Stati Uniti. E questa volta non si tratta soltanto di un aumento temporaneo dei contagi: l’epidemia del 2026 sta riportando nel dibattito pubblico americano una malattia che per anni era stata considerata quasi sconfitta.
Al 20 agosto, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avevano registrato 2.777 casi confermati in 47 Stati. L’aggiornamento previsto per il 28 agosto è stato rinviato, ma i dati statali e le informazioni disponibili confermano che il numero è ulteriormente aumentato. È la più grave recrudescenza del morbillo negli Stati Uniti da oltre tre decenni. (cidrap.umn.edu)
Il dato che più preoccupa gli epidemiologi è che il virus continua a trovare terreno fertile soprattutto nelle comunità con una copertura vaccinale insufficiente. Secondo il CDC, circa il 94% dei casi registrati nel 2026 riguarda persone non vaccinate.
Pennsylvania, l’epicentro dell’emergenza
Uno dei focolai più importanti si trova in Pennsylvania. L’ultimo aggiornamento del Dipartimento della Salute dello Stato, datato 28 agosto, porta a 460 i casi di morbillo distribuiti in 31 contee, con 83 persone ricoverate. In una sola settimana sono stati aggiunti 86 nuovi casi. (cidrap.umn.edu)
La contea di Lancaster è al centro dell’attenzione. Proprio qui le autorità sanitarie hanno annunciato il 25 agosto due decessi associati al morbillo, entrambi riguardanti persone non vaccinate. Per la Pennsylvania si tratta dei primi decessi classificati in questa categoria da circa 35 anni. (Reuters)
La notizia ha avuto un forte impatto perché arriva mentre gli Stati Uniti stanno già affrontando un numero di casi senza precedenti per l’epoca recente. Ma sul conteggio dei decessi è rapidamente scoppiata una controversia.
Il caso del neonato: morbillo positivo, ma causa della morte contestata
Uno dei due decessi riguarda un neonato risultato positivo al morbillo. Tuttavia, il coroner della contea di Lancaster ha successivamente chiarito che il bambino sarebbe morto per una lesione della milza con conseguente emorragia, e che il patologo che ha esaminato il caso non riteneva che il morbillo fosse la causa della morte. (WHP)
È una distinzione fondamentale.
Il Dipartimento della Salute della Pennsylvania continua infatti a utilizzare la definizione di “measles-associated death”, cioè morte associata al morbillo, quando esistono evidenze di infezione o elementi epidemiologici collegati alla malattia. Questa classificazione non significa necessariamente che il virus sia stato stabilito come causa immediata del decesso. (6abc Philadelphia)
Per questo, oggi è più corretto parlare di due decessi classificati dalle autorità sanitarie come associati al morbillo, precisando che almeno uno dei due casi è oggetto di una significativa contestazione da parte del coroner locale.
La vicenda ha inoltre assunto una dimensione politica, con uno scontro pubblico tra il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. La disputa rischia di spostare l’attenzione dal problema epidemiologico alla polemica politica, proprio mentre gli esperti chiedono maggiore chiarezza e fiducia nelle informazioni sanitarie.
La vera vulnerabilità: la copertura vaccinale
Dietro la nuova ondata americana c’è soprattutto un problema di immunizzazione. Il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, il cosiddetto MMR, rimane lo strumento principale per interrompere la trasmissione del virus.
Il CDC indica che due dosi sono efficaci al 97% nel prevenire il morbillo, mentre una dose raggiunge un’efficacia di circa il 93%. (CDC)
Per mantenere una protezione collettiva molto elevata contro una malattia estremamente contagiosa, la copertura vaccinale deve rimanere intorno al 95%. Negli Stati Uniti, tuttavia, la copertura tra i bambini della scuola materna è scesa sotto questo livello. Reuters ha riportato una copertura del 92,7% nel 2023-24, mentre analisi recenti mostrano un calo della vaccinazione in numerose contee americane. (Reuters)
La conseguenza è che il virus trova una popolazione sempre più ampia di persone suscettibili.
Il morbillo non è una malattia innocua
Il ritorno del morbillo dimostra anche quanto sia rischioso considerarlo una semplice malattia infantile. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il virus è altamente contagioso e può provocare complicazioni severe e persino la morte. (Organizzazione Mondiale della Sanità)
Tra le complicazioni più importanti ci sono la polmonite e l’encefalite, cioè l’infiammazione del cervello. Il virus si trasmette facilmente attraverso le particelle respiratorie emesse da una persona infetta, rendendo particolarmente vulnerabili scuole, famiglie e comunità con una bassa copertura vaccinale.
Negli Stati Uniti il problema è diventato così serio da mettere nuovamente in discussione anche lo status di eliminazione del morbillo raggiunto nel 2000. Una recente analisi epidemiologica considera altamente probabile che gli USA possano perdere nel 2026 il riconoscimento di Paese con eliminazione del morbillo, se la trasmissione continua. (cidrap.umn.edu)
La lezione americana riguarda anche l’Europa
La vicenda americana non è soltanto una questione interna agli Stati Uniti. Il morbillo può attraversare rapidamente i confini attraverso i viaggi internazionali e riaccendersi laddove esistano sacche di popolazione non immunizzata.
Il messaggio degli epidemiologi è quindi semplice: quando la copertura vaccinale scende, una malattia apparentemente scomparsa può tornare rapidamente.
L’epidemia americana del 2026 è soprattutto questo: un campanello d’allarme sulla fragilità della protezione collettiva. E mentre in Pennsylvania i casi continuano a crescere, la sfida più importante non è soltanto contare i contagi, ma recuperare la fiducia nella prevenzione e impedire che il morbillo torni stabilmente a far parte della quotidianità sanitaria occidentale.
