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«Sento odore di marijuana mentre gioco»: agli US Open di New York alcuni tennisti britannici hanno segnalato un problema decisamente insolito che accompagna le loro giornate sui campi di allenamento. L’odore di cannabis, infatti, arriva dal vicino Corona Park e, come riportato dal quotidiano Guardian, in alcune aree del Billie Jean King National Tennis Center è diventato una presenza difficile da ignorare.


APPROFONDIMENTI

La marijuana a New York

A New York il consumo di marijuana è legale per gli adulti, ma all’interno dell’impianto degli US Open è vietato fumare. Il problema nasce quindi all’esterno della struttura, dove l’odore proveniente dal parco raggiunge alcuni dei campi utilizzati dai giocatori durante gli allenamenti e, in passato, anche durante le partite. A raccontare il disagio è stata Katie Boulter, numero 1 del tennis britannico. La giocatrice, come scritto dal Gurdian, ha spiegato di essersi accorta più volte della presenza dell’odore sui campi del parco e di aver raccolto anche le lamentele di altre colleghe. Per Boulter si tratta di una distrazione tutt’altro che gradita, soprattutto durante una partita, quando la concentrazione deve essere massima.

Anche Fran Jones, numero 3 britannica, ha ricordato di aver incontrato lo stesso problema già durante l’edizione dello scorso anno. La tennista ha raccontato con ironia di aver chiesto se fosse normale avvertire quell’odore mentre si trovava in campo, ricevendo come risposta una conferma. Quest’anno, ha spiegato, proverà semplicemente a non lasciarsi distrarre. Di diverso avviso Harriet Dart, che ha superato le qualificazioni insieme a Jones. Per lei si tratta di una caratteristica quasi inevitabile di New York: l’odore di cannabis, ha osservato, si può incontrare in molte zone della città ed è quindi qualcosa con cui i giocatori devono fare i conti.La gestione del problema

La USTA, l’organizzazione che gestisce gli US Open, ha precisato di non poter intervenire su ciò che avviene al di fuori del perimetro del centro tennistico. L’associazione ha però assicurato di continuare a monitorare con attenzione la situazione per garantire la sicurezza all’interno dell’impianto. Il caso riporta così al centro una delle particolarità della cornice newyorkese degli US Open: da una parte uno dei tornei più importanti del mondo, dall’altra la realtà della città che circonda i campi di Flushing Meadows. E per alcuni giocatori, quest’anno, la presenza della marijuana nell’aria è diventata una distrazione difficile da ignorare.


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