Prosegue l’avanzata dello Stato ebraico nella Striscia. Decine di vittime nei nuovi bombardamenti. Il ministro di estrema destra Smotrich: “Chi non se ne va muoia o si arrenda”. Proposta di Gantz a Netanyau: “Governo unitario temporaneo per salvare gli ostaggi”

È sempre più intrisa di sangue la terra della martoriata Striscia, dove continua l’avanzata dei tank sul centro di Gaza City: negli ultimi raid decine di palestinesi, inclusi almeno otto bambini, hanno perso la vita nelle tende degli sfollati bombardate dall’Idf. Un copione drammatico che fa salire la tensione anche in Israele, dove cresce il malcontento nei confronti dell’operato del governo, al punto che un gruppo di attivisti ha inveito contro il ministro dell’ultradestra Ben Gvir, incalzandolo in strada al grido di \”vergogna\”. E se da una parte il ministro estremista Smotrich ha rincarato la dose, ribadendo la necessità di \”assediare Gaza City\” e chi non evacua \”può morire di fame o arrendersi\”, dall’altra Benny Gantz ha lanciato un appello a Netanyahu, al leader dell’opposizione Yair Lapid e il presidente del partito Yisrael Betyenu, Avigdor Liberman, a formare un \”governo per la liberazione degli ostaggi\”, con un chiaro mandato di sei mesi prima di nuove elezioni. La proposta prevede che il partito centrista di Gantz si unisca temporaneamente alla coalizione per concentrarsi sul rilascio dei rapiti.\n\n

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Il quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed ha riferito che \”l’esercito egiziano sta rafforzando le sue forze al confine con Gaza\”. Il rapporto afferma che l’Egitto è preoccupato per la possibilita’ che l’esercito israeliano occupi aree che non sono ancora sotto il suo\ncontrollo a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza, \”il che aprirebbe la porta ai tentativi israeliani di spingere i civili verso il confine egiziano\”.

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Come ogni sabato sera da mesi, in Israele ci sono state le proteste delle famiglie degli ostaggi ancora in mano ad Hamas. E come accade ormai da tempo, i parenti dei rapiti hanno manifestato anche davanti alle case dei ministri del governo. \”Siamo venuti per fare un campanello d’allarme al Gabinetto: la scelta di sacrificare i nostri cari sull’altare della guerra eterna significa la perdita di un\nsentiero eterno. Non ci sarà alcuna espiazione per i siluri ripetuti\”, ha detto il quartier generale delle famiglie.

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Israele ha valutato che \”almeno uno o due\” degli ostaggi detenuti a Gaza versano in condizioni di pericolo di vita: lo riportano media ebraici citati dal Times of Israel, all’indomani della dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui sarebbero meno di 20 gli ostaggi ancora in vita.    Secondo il canale televisivo israeliano Channel 12, i funzionari israeliani temono che molti degli ostaggi ancora in vita siano in gravi condizioni di salute e abbiano un disperato bisogno di cure mediche. \”Il rilascio degli ostaggi è una necessità urgente\”, ha dichiarato un alto funzionario a Channel 12. I funzionari israeliani non sono sicuri di cosa abbia portato Trump a concludere, durante una conferenza stampa venerdì alla Casa Bianca, che \”un paio di loro forse non ci sono più\”. Sulla scia delle dichiarazioni del presidente Usa, il coordinatore israeliano per gli ostaggi, Gal Hirsh, ha detto ieri alle famiglie che non vi è alcun cambiamento nel numero degli ostaggi vivi.

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Gli approfondimenti:

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08:09

Media: esercito egiziano aumenta forze al confine con Gaza

Il quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed ha riferito che “l’esercito egiziano sta rafforzando le sue forze al confine con Gaza”. Il rapporto afferma che l’Egitto è preoccupato per la possibilita’ che l’esercito israeliano occupi aree che non sono ancora sotto il suo
controllo a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza, “il che aprirebbe la porta ai tentativi israeliani di spingere i civili verso il confine egiziano”.

07:22

Proteste parenti ostaggi davanti case ministri

Come ogni sabato sera da mesi, in Israele ci sono state le proteste delle famiglie degli ostaggi ancora in mano ad Hamas. E come accade ormai da tempo, i parenti dei rapiti hanno manifestato anche davanti alle case dei ministri del governo. “Siamo venuti per fare un campanello d’allarme al Gabinetto: la scelta di sacrificare i nostri cari sull’altare della guerra eterna significa la perdita di un
sentiero eterno. Non ci sarà alcuna espiazione per i siluri ripetuti”, ha detto il quartier generale delle famiglie.

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07:21

Israele: “In condizioni critiche almeno uno o due ostaggi”

Israele ha valutato che “almeno uno o due” degli ostaggi detenuti a Gaza versano in condizioni di pericolo di vita: lo riportano media ebraici citati dal Times of Israel, all’indomani della dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui sarebbero meno di 20 gli ostaggi ancora in vita.    Secondo il canale televisivo israeliano Channel 12, i funzionari israeliani temono che molti degli ostaggi ancora in vita siano in gravi condizioni di salute e abbiano un disperato bisogno di cure mediche. “Il rilascio degli ostaggi è una necessità urgente”, ha dichiarato un alto funzionario a Channel 12. I funzionari israeliani non sono sicuri di cosa abbia portato Trump a concludere, durante una conferenza stampa venerdì alla Casa Bianca, che “un paio di loro forse non ci sono più”. Sulla scia delle dichiarazioni del presidente Usa, il coordinatore israeliano per gli ostaggi, Gal Hirsh, ha detto ieri alle famiglie che non vi è alcun cambiamento nel numero degli ostaggi vivi.

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