Il pilota romagnolo è soddisfatto dopo i due terzi posti totalizzati ad Aragon: “Sono contento, credo che Marquez avrebbe comunque avuto la meglio in ogni caso”


Giorgio Burreddu

Collaboratore

30 agosto – 16:40 – MILANO

Marco Bezzecchi è un duro. E un puro di cuore. Glielo leggi tra le pieghe di quella faccia accaldata e felice, che poi sarà felice finchè è lecito che lo sia. Lui dice sì: “Sono contento. E’ stato un weekend fantastico”. Ma c’è anche qualche fastidio con cui fare i conti, non bisogna nascondersi. Era partito in pole position. Nella Sprint Marc Marquez lo aveva superato alla prima curva, e ciao. In gara ci è voluto un pelo di più, ma alla fine lo spagnolo (in un testa a testa ai trecento orari: wow) gli è andato via e non c’è stato nulla da fare. Un sorpasso che al riminese dell’Aprilia è costato anche il secondo posto in gara, finito nelle mani di Pedro Acosta (Ktm). Tant’è che alla fine (onestissimo) Bez ammette: “Quando mi sono trovato di fianco a Marc era come se facessimo una molla, io volevo allontanarmi, venivo tirato dentro, nel gorgo, come quando coi roller fai così con le gambe, avanti e indietro, presente?”. Più o meno. Comunque: “E’ stata come una fisarmonica. Mi avvicinavo e mi allontanavo senza volerlo del tutto”, dice ancora Bez. Per le leggi della fisica e della sicurezza la sua moto è stata costretta a rallentare per affrontare meglio la curva. E lì, Bez, si è giocato la gara: “Mi sono trovato troppo sulla sinistra, non sono riuscito a staccare come avrei voluto. Ecco, Acosta mi ha fregato lì. Ma Pedro era leggermente più veloce di me e giro dopo giro lo vedevo andare via. Mi sarebbe piaciuto battagliare di più, rendergliela più dura, ma credo avrebbe avuto la meglio in ogni caso”.

ancora in ripresa—  

Anche se Bezzecchi esce da Aragon con buone sensazioni, qualche rimpianto rimane. Adesso il pilota dell’Aprilia è scivolato anche al 3° posto nella classifica piloti. Lo ha superato proprio quel Marquez che, per tutto il fine settimana, ha ribattuto i colpi di Bez. Il riminese aveva fatto il giro record a MotorLand, e Marquez lo ha battuto nella Sprint. Bez si era preso la pole, e Marquez lo ha tenuto dietro anche in gara. Quel che resta, però, è la tenacia di Bezzecchi. I dolori al ginocchio si sono fatti sentire. Anche se lui, stoico, non si è mai lamentato. Anzi, ha fatto sapere che niente può aver inciso sulla sua prestazione. “Sicuramente fisicamente sto un po’ soffrendo, ma non penso sia la causa primaria del mio piazzamento in questa gara”. E aggiunge: “Nel pomeriggio sono stato più lento sia ieri sia oggi. Dobbiamo capire cosa è successo. E capire come tenere lo stesso passo che abbiamo avuto nelle prove”.

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bez, podio n. 26—  

Per Bezzecchi, quello conquistato in Spagna, è comunque il 26° podio della carriera in MotoGP (50 in tutte le classi). Niente male. E con i suoi bellissimi 27 anni, ne ha ancora di strada da fare. Qui, dice ancora Marco, “l’anno scorso abbiamo faticato tantissimo, sapevo che sarebbe stata una pista ostica. E invece ho lavorato da dio con i miei ragazzi e siamo riusciti a essere sempre veloci. E’ vero che con il fresco nelle prove sono sempre andato un pelo meglio rispetto alle gare con il caldo, ma va bene così. Sono due gare in cui ho dato tutto, ho portato a casa il massimo, anche la pole. Bel weekend. Andiamo avanti”. Davanti a lui c’è Misano, terra di motori, di passione e di colori. Soprattutto: il gran premio di casa sua. Bezzecchi se l’è segnato sul bloc notes, ma quando se lo scorda? Infatti, dice, “non c’è bisogno, il team me lo ricorda: mi hanno riempito di cose da fare”. Di sicuro, Misano lo rende “felicissimo”, perché “sarà un bel weekend: vi aspetto numerosi, ci vediamo a casa”.