La Regina della Notte eclissata incontra la Regina delle Dolomiti – Foto Alessandra Masi
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 su Monte Rite – Foto Giorgia Hofer
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 – Foto Giorgia Hofer
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 – Foto Alessandra Masi
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 – Foto Alessandra Masi
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 – Foto Alessandra Masi
Eclissi di Luna del 28 agosto 2026 – Foto Alessandra Masi
La Luna eclissata, nella fase di uscita dalla totalità, ripresa mentre tramonta vicino alla Rocchetta di Prendera, del 21 gennaio 2019, é stata premiata come vincitrice della categoria “Total lunar eclipse” del concorso fotografico indetto dall’International Astronomical Union – Foto Alessandra Masi
Il 12 agosto l’attenzione di milioni di persone, dal vivo e attraverso gli schermi, si è posata sul cielo per cogliere lo spettacolo raro, effimero e sorprendente dell’eclissi totale di sole. E mentre le emozioni di quel giorno in cui la nostra stella “si è spenta” poco prima del tramonto ancora restano vive nel cuore di un’estate ricca di eventi astronomici, il cielo ha voluto regalare un nuovo spettacolo, un nuovo capitolo di questa “stagione delle eclissi”: un’eclissi parziale di Luna.
Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, in prossimità dell’alba, il nostro satellite si è reso protagonista di un appuntamento più discreto rispetto a quello concesso dal Sole, vissuto senza la frenetica corsa agli occhiali con filtro certificato ma non per questo meno affascinante. Dove il cielo lo ha consentito, la Luna ha regalato attimi di rara suggestione. Testimonianze preziose di questo spettacolo non facile da cogliere, soprattutto per la concomitante presenza nell’atmosfera di abbondante polvere del Sahara, arrivano dalle Dolomiti, grazie allo sguardo e alle mani abili delle fotografe Alessandra Masi e Giorgia Hofer.
La scienza dietro l’eclissi lunare
Dietro la magia di questo evento c’è un preciso gioco di incastri geometrici. L’eclissi lunare si verifica quando la Terra scivola esattamente tra il Sole e la Luna piena; intercettando la luce solare, il nostro pianeta proietta nello spazio un’ombra suddivisa in due zone ben distinte — una penombra esterna più tenue e un cono d’ombra più interno e cupo, detto umbra. Perché l’allineamento funzioni a dovere, la Luna deve trovarsi nei pressi di un nodo orbitale, cioè il punto in cui la sua traiettoria incontra il piano su cui viaggia la Terra.
A seconda di quanto il satellite s’immerge in queste due fasce d’ombra, il grado di oscuramento varia. L’appuntamento del 28 agosto ha regalato un’eclissi parziale particolarmente intensa e perfettamente visibile anche dall’Italia: nella sua fase clou, poco dopo le 6:00 del mattino, la Luna ha raggiunto una copertura eccezionale — superiore al 90% del disco —, arrivando a un passo dalla totalità.
Tuttavia, assistere al momento culmine dalle nostre latitudini ha richiesto una pianificazione attenta: il picco dell’oscuramento è coinciso infatti con la fase di tramonto del satellite. La Luna si trovava ormai bassa sull’orizzonte, costringendo chi osservava il cielo a cercare punti panoramici con la visuale completamente sgombra a ovest, prima che la luce dell’alba, sommata alla foschia e al pulviscolo sahariano in sospensione, rendesse ancora più difficile scorgere il fenomeno.
La Luna tra le cime delle Dolomiti
Sulle Alpi orientali, a queste insidie si sono aggiunte le difficoltà del meteo montano, trasformando l’osservazione in una prova di pazienza e tenacia. Dalla cornice panoramica del Passo Giau, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, Alessandra Masi ha colto l’incontro evocativo tra astronomia e paesaggio: “Lo spettacolo si è concluso all’alba. L’eclissi avrebbe dovuto raggiungere una copertura massima di circa il 93% del disco lunare, ma alle 05:43 la Luna è scomparsa dietro le nuvole, dopo essere stata progressivamente avvolta dalla foschia e dalla polvere desertica.”
Nonostante la chiusura anticipata del sipario, il pulviscolo sahariano e le velature hanno contribuito a rendere gli scatti estremamente artistici: “Queste condizioni hanno contribuito a creare l’atmosfera particolare della fotografia: la Luna eclissata, con la sua tonalità calda e attenuata, appare sospesa sopra il profilo della Marmolada, mentre le montagne emergono dalla foschia. La ‘Regina della Notte’ eclissata incontra così la ‘Regina delle Dolomiti’.”
Un’immagine che diventa spunto di riflessione ambientale: la Marmolada, con il suo ghiacciaio, è il più esteso complesso glaciale della catena dolomitica, ma anche uno dei luoghi più vulnerabili al cambiamento climatico. Secondo il Comitato Glaciologico Italiano, nell’ultimo secolo il ghiacciaio ha perso oltre il 90% del proprio volume. “Inquadrare l’ombra della Terra sul disco lunare mentre la Luna scende verso le montagne – commenta la fotografa cadorina – , attraverso la foschia e la polvere sospesa nell’atmosfera, rende visibile in una singola immagine il contrasto tra la ciclicità dei fenomeni celesti e la profonda trasformazione di un ambiente glaciale.”
Una sfida contro il tempo e le incertezze meteo che non ha colto impreparata Alessandra, autrice di scatti realizzati in passato alla Luna in eclissi, tra cui una fotografia del satellite nella fase di uscita dalla totalità sopra la Rocchetta di Prendera (21 gennaio 2019), vincitrice della categoria “Total lunar eclipse” del concorso fotografico dell’International Astronomical Union.
Poco distante, sul versante della Val di Zoldo, anche Giorgia Hofer ha vissuto la medesima attesa trepidante dalla cornice di Baita Deona, al Passo Cibiana, alle falde del Monte Rite e del suo celebre Museo nelle Nuvole (il Messner Mountain Museum): “Il cielo degli ultimi due giorni non dava molta speranza per la ripresa di questa eclissi di Luna, ma ho voluto tentare comunque. Sono riuscita ad osservare il fenomeno fino alle 5.35, poi la Luna è scomparsa nella foschia.”
Tra scienza e meraviglia, la notte del 28 agosto ha ricordato, ancora una volta, che la bellezza del cielo risiede talvolta in istanti fugaci e ricchi di imprevedibilità.







