Le fiamme hanno divorato per ore l’ecocentro di Lequile, scatenando un’emergenza che non si è ancora conclusa. Dopo la notte d’inferno che ha visto l’arteria della Statale 101 Lecce-Gallipoli chiusa al traffico per diverse ore a causa del denso fumo nero a ridosso delle villette, questa mattina i Vigili del Fuoco sono ancora sul posto e continuano a lavorare senza sosta per domare l‘incendio ed eliminare gli ultimi focolai. 

APPROFONDIMENTI

L’imponente macchina dei soccorsi ha visto un dispiegamento straordinario di forze. A coordinare le operazioni direttamente sul campo è il Comandante dei Vigili del Fuoco di Lecce, affiancato dai funzionari in posto e in sala operativa, mentre la Prefettura ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi per gestire una situazione criticità massima. Alle sette squadre del comando provinciale leccese, supportate dall’Unità di Comando Locale e dal carro aria, si sono uniti rinforzi giunti dai comandi di Brindisi, Taranto, Martina Franca e Monopoli, insieme a un mezzo aeroportuale da Grottaglie, all’autobotte dell’Aeronautica Militare del 61° Stormo e a numerosi nuclei della Protezione Civile.

I timori legati alla combustione e alla qualità dell’aria restano alti.

Le amministrazioni comunali di Lequile e Cavallino hanno rinnovato l’appello ai propri cittadini a mantenere le finestre rigorosamente chiuse e ad evitare di rimanere all’aperto. I disagi hanno travolto anche la vita culturale della zona, portando all’annullamento del concerto di Cesare Dell’Anna in programma a San Donato. Ore d’ansia si sono vissute pure in contrada Vignali a Galatone, dove il fuoco ha bruciato plastica e gomma a ridosso di un ex impianto di conferimento amianto, fortunatamente intaccato solo nella zona dell’ingresso. L’attenzione resta altissima mentre le squadre di soccorso completano il minuzioso e difficile lavoro di bonifica.  Inoltre è stata posta sotto sequestro l’area dell’ecocentro di Lequile devastata dall’incendio. Dopo le lunghe operazioni di spegnimento, che hanno impegnato un consistente dispiegamento di uomini e mezzi, sul rogo si apre ora il fronte delle indagini. I sigilli sono stati apposti nelle scorse ore dai carabinieri di San Pietro in Lama su disposizione della Procura di Lecce. Gli accertamenti dovranno fare luce sull’origine dell’incendio e sulle cause che hanno innescato le fiamme, mentre resta alta l’attenzione per le possibili ripercussioni ambientali e sanitarie legate al materiale bruciato. Si attendono intanto gli esiti delle verifiche e delle analisi dell’Arpa. Nel frattempo i sindaci di Lequile e Lecce e il presidente della Provincia intervengono sulla vicenda invitando i cittadini alla massima prudenza.I legali 

E sull’incendio sono intervenuti i legali delle aziende che hanno voluto precisare come il rogo si sia sviluppato all’esterno delle stesse. Ecco il testo della nota inviata dai legali. 

“In relazione alle notizie di stampa diffuse sui recenti eventi incendiari che hanno interessato anche l’impianto per lo stoccaggio, la selezione e il recupero di rifiuti differenziati di Lequile, gli avvocati Giuseppe Bonsegna e Michele Bonsegna, quali difensori rispettivamente per le società Ecotecnica S.r.l. ed Ecorisorse S.r.l., intendono precisare quanto segue. Dai primi elementi e dalle immagini disponibili, l’incendio si è sviluppato nell’area boschiva esterna al sito, propagandosi successivamente verso l’interno della struttura autorizzata per lo stoccaggio, selezione e recupero di rifiuti differenziati. I dipendenti presenti hanno tempestivamente allertato i soccorsi e, nell’attesa dell’intervento dei Vigili del Fuoco, si sono adoperati con i presidi antincendio in dotazione per contenere l’avanzamento del fuoco finché le condizioni di sicurezza lo hanno consentito, ponendo in essere ogni misura possibile per limitare i danni. Le Società rappresentate sono a completa disposizione delle Autorità competenti e stanno fornendo la massima collaborazione per la ricostruzione puntuale dei fatti e per l’accertamento delle cause dell’evento, attualmente in corso di verifica”.