Il centrocampista inglese a Cagliari è entrato al posto di Sucic e ha dato subito la sua impronta alla partita
Per capire quanta massiccia personalità possegga Curtis Jones, neointerista nella colonia britannica, basterebbe rivederlo andarsi a prendere il primo pallone della vita italiana da rimessa laterale: era il minuto 65 di questo Cagliari-Inter, ha mostrato immediatamente la sfrontatezza di chi ha talento. Non a caso, ha tentato un tiro avventuroso qualche secondo dopo, deviato e finito in calcio d’angolo: in quel momento bisognava spezzare il ritmo, era richiesta proprio questa esuberanza e un po’ di sana esperienza. Chi è nato con il rosso di Liverpool sulla pelle non teme nulla, figurarsi i dispetti di una partita come quella sarda, che poteva regalare beffe inattese dopo il grande spreco di occasioni dei campioni d’Italia. I nerazzurri hanno, comunque, conservato i loro tre punti con sofferenza non richiesta e, contestualmente, hanno lanciato il tuttofare inglese come da previsione. Con questa sostituzione al posto di Sucic è, dunque, ufficialmente iniziata l’era Jones: per ora soltanto riserva pronta all’uso, un domani probabilmente titolare nella mezzala e anche oltre. Questo 25enne inglese è stato atteso per mesi e pagato 35 milioni bonus compresi proprio perché sa fare tutto o quasi: aumenta i giri nel motore da mezzala, può pure spingersi più avanti in supporto delle punte e, all’occorrenza, essere dirottato sulla fascia destra. Chi più Curtis ha, più ne metta.
l’era curtis—
Jones è il secondo suddito di sua maestà a esordire, ma gli sono bastati quattro allenamenti completi e rotondi per convincere lo staff tecnico a rovesciarlo in campo: con il suo vecchio club ha fatto la preparazione per intero ed era fisicamente pronto per reggere qualsiasi ritmo italiano. Anzi, il suo passo è da Premier e si vede subito nel suo scattare elettrico: aiuterà, quindi, Chivu nel proposito ambizioso di rendere sempre più intensa la sua creatura. John Stones, che a differenza di Curtis aveva già assaggiato l’Inter in casa con il Monza, è entrato dopo il connazionale sostituendo un titubante Akanji e ha dato anche lui la giusta dose di serenità nel reparto. Anche l’ex City ha alzato il livello della compagnia perché è proprio questo ciò che si chiede alla nuova batteria di inglesi. Per Spence, invece, servirà più tempo perché il ritardo fisico dell’esterno preso dal Tottenham è evidente e va colmato con un lavoro individuale. Quando Djed prenderà possesso della fascia, dopo le sfide con il Napoli e il Real Madrid, a quel punto Jones avrà già completato il suo apprendistato in squadra. Non serviva quest’ultima domenica di agosto sardo, con i turisti ancora sulle spiagge, per avere conferma, ma Curtis è qui per elevare l’Inter per davvero e darle un nuovo status.