di
Simone Canettieri
Nel mirino i nuovi conduttori Piervincenzi e Presutti, ma c’è chi non perdona il «passato»
Non è più una redazione, ma un Fight club: tutti contro tutti, a darsele di santa ragione. Giulia Presutti viene indicata come nuova co-conduttrice di Report? Dopo nemmeno 48 ore spunta sul sito del quotidiano Il Domani la foto che la ritrae — davanti a un sontuoso plateau di ostriche e crudité varie con calice di bianco ghiacciato — proprio lì, da Cefalù, il ristorante di Valter Lavitola. Lei dice agli amici di aver frequentato il bistrot solo una volta nel 2024 portata da Laura Cianfoni, amica dell’ormai ex conduttore. Ma ecco Ranucci che di prima mattina — «per dovere di verità» — la smentisce e allude: «Non le ho mai detto di andare da lui per motivi di lavoro. Ho saputo solo in seguito che è andata anche altre volte da sola per dei progetti di cui non sono stato mai messo a conoscenza. Fatto verificabile anche attraverso le chat sequestrate sul telefono di Lavitola».
Rapido cambio di inquadratura, via Fornaci di Tor di Quinto: appena si sa della nomina dell’altro co-conduttore, Daniele Piervincenzi, i segugi di Report iniziano a scavare da queste parti, dove gioca e si allena la Primavera Rugby. È il club in cui hanno militato in anni diversi — ma a cui sono tuttora molto legati — il giornalista e Paolo Corsini, il direttore degli Approfondimenti Rai che lo ha scelto. Tutti mobilitati a caccia della foto dei due insieme, con la squadra degli old, cioè delle vecchie glorie, magari tutti sudati, sporchi di fango e con qualche bernoccolo figlio dell’agonismo e dell’amichettismo. Al momento manca la pistola fumante, ma non bisogna disperare.
Ranucci ha bollato i suoi successori come «mediocri». Nel frattempo la redazione storica del programma, che si è ricompattata «per il 95%», chiede ai «due nominati», con una pioggia di interviste e post, di fare un «passo indietro per il bene e la storia del programma». Sono gli inviati di lungo corso, pronti ad andarsene in blocco per un altro progetto se la Rai non farà marcia indietro sulla conduzione. In parallelo, per la prima volta, sempre quelli della vecchia guardia come Giorgio Mottola e Paolo Mondani, per pensare al futuro, chiudono i conti con il passato a nome del corpaccione della redazione. Sentenza: «Sigfrido è stato inopportuno». Il riferimento è alla frequentazione con «l’amico fraterno» Lavitola. Chissà cosa pensa «Sig» dei suoi ex pupilli. E soprattutto: se venisse reintegrato, vincendo la battaglia legale appena cominciata, come farebbe a lavorare di nuovo con una squadra che ormai ha preso le distanze dall’ingombrante padre nobile?
D’altronde «i ragazzi della palazzina ex Tg» di via Teulada sono gli stessi che giorni fa, come rivelato da questo giornale, si sono messi a discutere nella chat di redazione dell’opportunità di continuare a difendere pubblicamente il loro ex condottiero alla luce di certe avances denunciate da due giornaliste che volevano entrare a far parte della squadra. La discussione in un batter d’occhio è finita, con tanto di screenshot, a Ranucci, che non l’ha presa benissimo. In attesa dei nuovi servizi, scorrono i veleni. E la chat del MeToo in questione è stata abbandonata quasi in massa dagli «scissionisti».
Non siamo agli «schiaffi futuristi» ai tempi della rivista La Voce al caffè delle Giubbe rosse a Firenze. E nemmeno alla tumultuose riunioni di redazione di Lotta continua, ma di sicuro a questo punto servirebbero i caschi blu dell’Onu per portare la pace in un microcosmo ormai imploso. «Sono attrezzato a difendermi da solo», dice Il Ranucci solitario a margine dei suoi spettacoli. Il Fight club di Report continua, ma senza rispettare la prima regola aurea: non si parla del Fight club. Qui invece ne parlano tutti.
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31 agosto 2026
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