A Città del Capo il secondo round della serie ribattezzata “La Rivalità più Grande”: vittoria degli Spingboks firmata dalle mete di Kriel, de Allende e Kolisi e dai 18 punti al piede di Kolbe. Ai neozelandesi non bastano le mete di Roigard, McKenzie, Carter e Savea
Roberto Parretta
29 agosto – 19:23 – MILANO
Riscatto degli Springboks nel secondo test della serie con gli All Blacks, “La Rivalità più Grande”. A Città del Capo i bicampioni del mondo in carica del Sudafrica vincono per 33-26 e riscattano la batosta subita una settimana fa a Johannesburg (16-33). Dove si tornerà a giocare fra una settimana per il terzo test. Chiusura infine a Baltimora il 12 settembre.

che partenza!—
Proprio a voler far capire che la musica sarà diversa rispetto all’Ellis Park, gli Springboks passano al primo possesso. Attacco violento che sfonda sui 5 metri, difesa sotto pressione dopo un grande avanzamento del recuperato capitano Siya Kolisi, palla fuori dalla ruck e varco aperto per il centro Jesse Kriel, che passa senza ostacoli. Ma al 16’ arriva la risposta neozelandese: mani veloci e precise per arrivare all’ala destra da Will Jordan, che parte, evita due placcaggi e poi libera all’interno la corsa verso i pali del mediano di mischia Cam Roigard. Cheslin Kolbe e Ruben Love le trasformano. Al 19’ Kolbe infila un piazzato, poi al 22’ sudafricani di nuovo nei 5 metri e di nuovo palla fuori stavolta per l’altro centro Damian de Allende, che riesce ad assorbire due placcaggi per sfondare. Kolbe la trasforma. Alla mezz’ora straordinaria meta degli All Blacks: touche tutt’altro che perfetta lanciata appena oltre i 10 metri in attacco, palla che finisce nelle mani di Ardie Savea, il numero 8 affonda nella difesa sudafricana, viene fermato, palla conservata e aperta verso i trequarti, mani precise fino a Quinn Tupaea che consegna l’ovale nelle mani per il perfetto inserimento di Damian McKenzie, che vola alla bandierina. La terza meta sudafrica è praticamente in fotocopia alle precedenti: di nuovo attacco che si affaccia sui 5 metri, ruck e palla estratta da Cobus Reniach per Kolisi, che si scaraventa oltre praticamente senza opposizione. Kolbe e Love le trasformano per il 24-14 sul quale si va al riposo.

il piede di kolbe—
Fra il 49’ e il 51’ Kolbe infila due piazzati che lanciano gli Springboks a +16. Gli All Blacksprovano a riaprirla al 66’ con Leroy Carter: i trequarti neozelandesi partono dalla propria metà capo per aprire il gioco verso sinistra, poi con un lungo passaggio Tupaea trova l’ala, che vola sull’out, evita il disperato tentativo di Manie Libbok (subentrato a Sacha Mngomezulu all’apertura) e schiaccia alla bandierina. Love però stavolta manca la trasformazione. Ma al 72’ un’altra infrazione neozelandese manda di nuovo alla piazzola Kolbe: l’ala è infallibile, firma il +14 che sembra stavolta mettere definitivamente al sicuro la vittoria dei padroni di casa. Sembra, perché gli All Blacks non si arrendono e al 77’ vanno a segno con Ardie Savea, che completa il lavoro dei compagni sfondando da corta distanza in mezzo a un mare di maglie verdi. Stavolta Love trasforma e si torna a -7. I neozelandesi hanno un ultimo possesso, ripartono dai propri 22 e sfruttano grazie a un placcaggio pericoloso di Lood de Jager (che incassa anche il cartellino giallo) risalgono fino alla metà campo. La sirena suona, gli All Blacks possono attaccare a destra con Jordan, ma sul placcaggio è strepitoso il lavoro di Andre Esterhuizen, che ruba il pallone a terra e chiude il match.
© RIPRODUZIONE RISERVATA