Il governo studia nuove misure per alleggerire la stangata sui carburanti. Il decreto che estende il taglio di 17 centesimi alle accise sul diesel è in scadenza il 5 settembre (incluso), ma a questo punto l’esecutivo è intenzionato a non varare l’ennesima proroga, sia per i costi eccessivi per le finanze pubbliche che per l’impatto limitato sul prezzo alla pompa. 

L’ultimo decreto ad hoc, varato lo scorso 25 agosto, è infatti costato circa 130 milioni alle casse dello Stato, ma il costo del gasolio è rimasto comunque superiore ai 2 euro. Ora la maggioranza vuole tentare nuove strade. Una è quella delle accise mobili, ovvero il meccanismo per cui l’extra gettito garantito dalle maggiori entrate sull’Iva può essere riutilizzato – previo decreto interministeriale – per abbassare le tasse sui carburanti. 

Ma prima il governo dovrà fare i suoi conti, verificando quanti sono entrati in più dall’Iva ad agosto e decidere l’entità del taglio che comunque non si annuncia corposo. Per essere chiari è inutile aspettarsi miracoli: si parla di pochi centesimi al litro.

Perde quota l’ipotesi di un contributo legato all’Isee

L’altra ipotesi, meno velleitaria, è quella di un intervento mirato ad alcune categorie di soggetti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato di “misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti”. Fin qui tutto bene, il problema sarà però trovare un criterio per determinare i beneficiari del nuovo sconto. Sul punto le intenzioni della maggioranza sono ancora fumose. 

La possibilità di utilizzare il criterio dell’Isee, erogando il contributo sulla carta “Dedicata a te” viene guardata con sospetto dall’esecutivo. Come ha spiegato l’esponente di Forza Italia Alessandro Cattaneo, “l’unico modo per determinare il reddito è l’Isee, e per l’80% le risorse vanno a stranieri. Mi sembra un sistema iniquo ed inefficace”. Per questo, secondo il Sole 24 Ore, il governo potrebbe decidere di erogare lo sconto tramite i datori di lavoro con il meccanismo dei fringe benefit. 

Un bonus in busta paga?

Il meccanismo permetterebbe alle aziende di elargire un voucher per il pieno ai propri dipendenti del tutto esentasse (senza Irpef né contributi Inps), deducendo al 100% la spesa dal bilancio come costo d’impresa. Insomma, si tratterebbe di un vero e proprio bonus benzina in busta paga. Una soluzione che alleggerirebbe la spesa dello Stato per il taglio delle accise, lasciando però la misura alla libera adesione dei datori di lavoro. 

L’ipotesi è stata confermata dal responsabile Economia di Fratelli d’Italia Marco Osnato: “Se la crisi dovesse durare in queste dimensioni – ha spiegato l’esponente di FdI – si farà una valutazione selettiva. Una possibilità sono i buoni benzina del datore di lavoro, attraverso i fringe benefit. Credo che sia stata una buona intuizione del viceministro Maurizio Leo”. 

Un nuovo “bonus” in busta paga a Natale: l’ipotesi di un taglio dell’Irpef fino a 135 euro sulla tredicesimaIl diesel sopra i 2,1 euro al litro

Ne sapremo di più alla scadenza del decreto. Intanto i prezzi alla pompa restano elevatissimi. Secondo il ministero delle Imprese e del Made in Italy lunedì 31 agosto 2026 il costo media della benzina è pari a 2,017 €/l mentre il gasolio si attesta addirittura a 2,130 euro al litro. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,097 €/l per la benzina e 2,204€/l per il gasolio.