“Ho vissuto un’infanzia attorniato da giocatori e spogliatoi importanti. Sono sempre stato vicino a mio padre già dai primi tempi, quando mi portava a Milanello nei primi anni Novanta, era ancora giocatore. Una volta smesso, è stato assistente di Arrigo Sacchi in Nazionale. Poi ha iniziato la carriera vicino a casa, sono nato e cresciuto a Parma, lui ha iniziato a Reggio Emilia alla Reggiana. Poi Parma, Juventus: ha avuto una carriera in Italia fino al 2009, poi è partito per la sua avventura europea. Ho avuto la fortuna di avere un padre abbastanza presente, nonostante il suo lavoro. Mi ha dato la possibilità di vivere questi spogliatoi pieni di grandi campioni“.
Così Davide Ancelotti, figlio di Carlo e attuale allenatore del Lille, ospite di ‘Radio Anch’io Sport‘ su Rai Radio 1, sulla sua infanzia, su papà Carlo giocatore prima e allenatore poi e sull’influenza del padre nella costruzione del suo percorso da tecnico.
“La più grande forza di mio padre nel corso degli anni è stata quella di sapersi adattare ai giocatori che aveva e di evolversi insieme al gioco“, spiega ancora Ancelotti jr. “Questo è il suo più grande insegnamento – aggiunge – L’allenatore deve essere una figura camaleontica: deve sapersi adattare al contesto, ai valori del club della cultura in cui vive. E poi, sul campo, deve sapersi adattare ai giocatori a disposizione e, ogni tanto, anche agli avversari“.
Se papà Carlo è ora ct del Brasile, Davide Ancelotti, alla guida del Lille, ha grandi ambizioni. A cominciare da un bel percorso in Champions, con la Roma avversaria all’ultima giornata: “Roma è una città molto cara, mia madre ha vissuto tanti anni lì, mio padre è stato capitano della Roma e abbiamo sempre mantenuto legami con la città. Tuttora abbiamo casa a Roma, per me è una città speciale. Quando eravamo a Napoli, mio padre incredibilmente si fece espellere e fu squalificato prima della partita di Roma e quindi debuttai come primo allenatore all’Olimpico. Per noi sarà una partita importante, l’obiettivo è qualificarci ai playoff. Abbiamo trasferte difficili, Roma sarà l’ultima, ma abbiamo una squadra giovane e piena di energie, che darà battaglia a livello di Champions“.
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