Dopo la caduta che lo ha costretto al ritiro dalla Vuelta per la frattura della clavicola, Tadej potrà essere operato solo dopo avere smaltito la commozione cerebrale. Smentite le voci di un trasferimento in Belgio, ma rischia di tornare solo nel 2027

Attorno a Tadej Pogacar, dopo il clamoroso ritiro sabato dalla Vuelta che stava dominando a causa di una caduta, l’attenzione è spasmodica anche oltre quella che c’è attorno alle sue imprese. Un esempio è questo: stamattina si era sparsa una voce secondo la quale il numero uno al mondo sarebbe stato trasferito dall’ospedale universitario Dexeus di Barcellona a una struttura sanitaria di Leuven, in Belgio. Ma non è vero: Pogi resta in Catalogna e probabilmente domani sarà operato dal professor Xavier Mir, molto conosciuto nell’ambito del Motomondiale perché ha curato tanti piloti, per la frattura scomposta della clavicola sinistra. 

tempi di rientro—  

La domanda però che tutti si fanno è: quando tornerà in gruppo il fenomeno sloveno? Chi gli sta vicino riferisce: “Serve un miracolo per rivederlo prima della fine della stagione”. È lo scenario decisamente più improbabile, in effetti, come era apparso chiaro dopo la diagnosi. Pogi ha rimediato pure una frattura stabile della vertebra cervicale C7, oltre a una commozione cerebrale che non ha permesso l’operazione immediata alla clavicola. I tempi sono ristrettissimi, visto che il Mondiale in Canada è il 27 settembre, l’Europeo in Slovenia il 4 ottobre, il Lombardia è il 10 ottobre. Se c’è chi vuole tenersi qualche punto percentuale di probabilità, non più di 5, è perché con Pogi nulla si può dare per scontato, in nessun senso. Ma è evidente che solo dopo l’operazione si potrà fare un punto definitivo della situazione, e in effetti anche la squadra nelle parole raccolte dalla Gazzetta del team principal Mauro Gianetti ha preferito non sbilanciarsi: “Non è il momento di mettere punti definitivi e neppure di alimentare false illusioni”. Naturalmente, andrà valutata pure l’evoluzione della frattura cervicale, la stabilità del corpo, la possibile gestione delle sollecitazioni della bici e tutto il resto: come si è visto nella foto postata ieri dall’ospedale, Pogacar porta un collare. Se, come si è già immaginato nell’immediatezza della prima diagnosi, tornerà in gruppo nel 2027, quale potrebbe essere il momento giusto? Anche questo è un ragionamento prematuro: a parte la stagione da neopro’, quando debuttò al Down Under in Australia, Pogi non ha mai corso a gennaio. Qualche volta ha debuttato a febbraio, qualche volta direttamente a inizio marzo. Ma i programmi vengono stabiliti tra novembre e dicembre e più che mai sarà decisiva, in tal senso, l’evoluzione delle sue condizioni fisiche. Priorità alla salute e al recupero, insomma, prima di ripensare a definire il rientro agonistico nel dettaglio. Ciro Scognamiglio