“Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna”, dando a intendere che “se si entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera”: ci va giù duro, Pedro Sanchez, in un’intervista alla radio Cadena Ser. Il premier spagnolo avvisa che “è stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo, che è stata diffusa nelle reti social attraverso false notizie di disinformazione, anche mediante organizzazioni criminali”. Il capo del governo di Madrid ha associato la disinformazione a “un’internazionale dell’ultradestra che utilizza sempre la migrazione non solo per attaccare la Spagna ma anche l’Europa, e dividerla”.
Alle forti parole del premier hanno replicato qualche ora dopo sia Israele che la Russia: “Il premier Sanchez mente spudoratamente. Nella sua intervista odierna a Cadena Ser, ha mentito di nuovo, accusando sorprendentemente Israele di diffondere false informazioni sugli eventi di Ceuta. Questa è una palese menzogna. Continuare a diffondere bugie diffamatorie non distoglierà l’attenzione dal vergognoso fallimento di Sanchez nella gestione degli affari del suo Paese” ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. Anche il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov ha affermato che la Russia “non ha avuto alcun ruolo” nella crisi migratoria di Ceuta. Peskov, parlando con la testata Rbc, ha così risposto alle accuse mosse contro Mosca.
La crisi migratoria che a fine luglio ha tenuto banco in tutta Europa, con l’arrivo di decine di migliaia di migranti dal Marocco all’interno dell’exclave spagnola in Nordafrica, a un mese dall’apice dell’emergenza, tiene ancora banco. Tanto che il presidente del governo spagnolo avverte l’urgenza di fare il punto, attraverso una lunga intervista, molto rilanciata: “Il 30 e il 31 luglio sono entrati nella città autonoma di Ceuta intorno a 70.000 persone delle quali 9 su 10 tornate in Marocco. Resterebbero 5.000 persone, delle quali 1500 minorenni. Ora la sfida è che per poter identificarle, fare i triage e procedere ai ritorni o anche alle risoluzioni delle richieste di asilo dobbiamo ri-ubicarli” in centri di accoglienza temporanea, spiega il leader socialista.
Sanchez ha indicato che i 500 posti di accoglienza per migranti presenti a Ceuta prima della crisi migratoria sono stati ampliati a 3.300 e “grazie all’accordo chiuso venerdì con la città autonoma saranno portati a 6.000”. Il premier del Psoe ha poi indicato che dal 30 e 31 luglio i ritorni volontari dei migranti in Marocco “continuano” e fino al 10 agosto erano rientrate 3.222 persone.
“Escludo un coinvolgimento del Marocco”
“Continuiamo a indagare” sulle cause degli ingressi in massa, ha detto rispondendo a una domanda sui fattori scatenanti l’ondata migratoria. Sanchez ha escluso ogni responsabilità “in un modo o nell’altro” di un intervento delle autorità marocchine nel rilassamento dei controlli alle frontiere. “Nessun servizio di intelligence con cui il governo spagnolo collabora abitualmente ha sollevato il minimo dubbio, o meglio, alcun dubbio in assoluto, riguardo alla partecipazione, in un modo o nell’altro, delle autorità marocchine” ha segnalato il capo del governo di Madrid, ribadendo che il suo esecutivo “deve agire sui dati. Ciò che sappiamo finora è che è stata travisata una sentenza della Corte Suprema”, dello scorso 8 agosto, che impediva di respingere i migranti minori giunti via mare nell’exclave, in mancanza di barriere frontaliere.
Il Marocco, del resto, ha offerto “una cooperazione istantanea, immediata” nella crisi, e Rabat e Madrid “hanno parlato costantemente il 30 e il 31 luglio”. Nel ricordare che “il 31 luglio è cominciato lo spiegamento operativo da parte delle autorità marocchine” per i ritorni dei migranti in Marocco, Sanchez ha ricordato che “dobbiamo essere consapevoli che questa crisi può essere risolta solo attraverso la cooperazione, non attraverso la sfiducia nel Marocco, che equivarrebbe ad aggravare ulteriormente una situazione complessa come quella che già abbiamo a Ceuta”. Il premier ha confermato che domani il Consiglio dei ministri approverà uno stanziamento di altri 168 milioni di euro in aiuti all’exclave per far fronte alle conseguenze economiche della crisi.
“Le entrate a nuoto erano aumentate nei giorni precedenti ma non in maniera significativa”
“Sappiamo anche che c’è una disuguaglianza strutturale che rende le città autonome di Ceuta e di Melilla” in Marocco, frontiera sud dell’Europa in Nordafrica, “come le frontiere probabilmente più complesse del mondo” ha aggiunto il presidente del governo spagnolo, assicurando che “nei giorni precedenti l’ingresso in massa di immigranti a Ceuta” ci sono state “diverse riunioni” fra le autorità ceutine e l’Amministrazione generale dello Stato guidata dal delegato del governo a Ceuta, perché “ciò che continuava ad essere abituale erano le entrate a nuoto” di migranti, “che erano aumentate, ma non in maniera significativa”. Il premier ha aggiunto che il Centro nazionale di intelligence “ha condiviso le informazioni della situazione, come anche la polizia nazionale”, ma “non c’è stata nessuna informazione che segnalava la dimensione della crisi che avremmo subito il 30 e il 31” luglio, ha spiegato ancora il premier.
“La visita del re si farà”. E critica Aznar per la visita per rivendicare l’isolotto di Perejil
Sull’annunciata visita del re di Spagna, Felipe VI, a Ceuta, poi, il presidente del governo socialista spiega che “ci sono ragioni perché il re visiti infine Ceuta e Melilla” e la visita “si farà”, ma “logicamente dovremo coordinarci e lavorare con la Casa Reale”. Sanchez ha spiegato: “Credo che ci siano gli argomenti e i motivi perché il capo dello Stato visiti Ceuta e Melilla: questo è quanto ho condiviso con il capo dello Stato ed è quello che si farà, ma vi dico anche che si farà quando ci saranno le condizioni” ha detto il premier, senza indicare una data. Sanchez ha ricordato che il re Felipe VI non ha mai visitatole due città autonome da quando è capo dello Stato, “né con amministrazioni del Psoe né del Partito Popolare” e ha ribadito che i viaggi nelle exclavi in Marocco saranno coordinati dal governo con la Zarzuela.
D’altra parte, il premier ha sottolineato che lui è stato più volte a Ceuta e Melilla, dove “alcuni vanno a rivendicare” l’isolotto di Perejil, ha detto riferendosi all’ex presidente del governo, José Maria Aznar, che si è recato la scorsa settimana a Ceuta e che, a suo tempo, aprì un conflitto politico e diplomatico con il Marocco sull’isolotto al largo delle coste marocchine, di sovranità spagnola, “come se fosse una sfida storica della quale sentirci orgogliosi”. Nel criticare Aznar, Sanchez ha detto “questi vanno a seminare zizzania e non hanno fatto altro che seminare discordia nella vita, non solo come ex presidenti del governo, ma anche come presidenti del governo”.
Appello alla solidarietà europea. E attacca di nuovo Russia e Israele
Ma il premier spagnolo non ha trascurato di rinnovare il suo appello alla solidarietà europea, ricordando che durante la crisi “a Lampedusa, la Spagna ha accolto i migranti che arrivarono” in territorio italiano. “L’Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie” ha dichiarato Sanchez. “Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d’Europa” ha aggiunto, proprio poco prima che l’Italia decidesse il rinnovo della sospensione dell’Accordo di Schengen con la Spagna per altri 15 giorni. “Perché nel caso della Spagna non c’è stata la solidarietà compatta dei Paesi Ue?” ha chiesto retoricamente Sanchez. “Perché abbiamo un governo di coalizione progressista? O perché abbiamo una posizione rispetto a Gaza e ad altre questioni?” ha aggiunto.
Il premier si è riferito nuovamente alla “disinformazione” sulle reti social che, a suo giudizio, è stata determinante per gli afflussi in massa a fine luglio. “Se Russia e Israele si mettono a disinformare su questa questione, sarà perché li preoccupa la migrazione in Spagna o perché ciò che li preoccupa è la posizione internazionale in Europa?” ha sottolineato Sanchez, nell’indicare che l’obiettivo della disinformazione è indebolire l’Ue nel suo complesso.
“Pronto a ricandidarmi nel 2027, porterò a termine la legislatura”
Infine, con uno sguardo alla politica interna, Sanchez ha confermato di essere “impegnato” a presentare la legge di bilancio del 2026 e si dice “disposto” a ricandidarsi alle elezioni del 2027, “poiché il progetto politico progressista è più necessario di sempre per il successo delle sue politiche e per frenare un’ondata reazionaria che porterebbe solo involuzione”. Il leader del Psoe ha segnalato che, nonostante ritenga l’alternanza al governo “sempre buona”, constata che “oggi non abbiamo una proposta di alternanza”. E questo “non solo per la presenza di Vox nell’equazione” di un eventuale governo delle destra “ma per il fatto che il Partito Popolare ha fatto dell’opposizione distruttiva la sua ragione di essere”.
“La mia intenzione è portare a termine la legislatura”, in scadenza a luglio 2027, ha ribadito il premier socialista, lasciando tuttavia la porta aperta a un eventuale “anticipo tecnico” delle legislative. Tuttavia ha evidenziato che “sono minoritarie” le voci nel Partito socialista favorevoli a votare alle politiche prima delle elezioni regionali e comunali, previste per il prossimo maggio. Voci, che a suo dire, “ignorano che alle politiche del 2023 il Psoe ha ottenuto un risultato migliore rispetto alle amministrative e regionali”.
Quanto alle critiche del Ppe e di Vox all’opposizione, per essere rimasto in vacanza a Lanzarote durante il mese di agosto, mentre era in corso la crisi migratoria, Sanchez ha replicato: “Ho lavorato e ho riposato. È anche un mio diritto” ha sottolineato nel ricordare che oltre alla crisi nell’exclave, il governo ha affrontato anche la gestione degli incendi che hanno colpito il Paese. “Sono stato con la mia famiglia e ho potuto goderne un po’ stando con loro, e credo che questo sia un diritto che evidentemente abbiamo anche noi politici” ha spiegato Sanchez, nell’assicurare che un presidente del governo “non si disconnette mai ed è sempre attivo 24 ore al giorno, sette giorni su sette”.