di
Carlos Passerini
Il fuoriclasse argentino ha pubblicato una lunga dichiarazione sui social: «È stata una decisione che ha fatto male e fa male all’anima, ma capisco che è arrivato il momento»
Don’t cry for me, Argentina. Stavolta sì, stavolta è per sempre: Messi dice adiòs alla Selecciòn. E lo fa con una lettera social, intima e sentita, scritta a mano, di suo pugno, tre fogli che somigliano a un testamento: «È stata una decisione dolorosa e mi fa ancora male all’anima, ma ho capito che è il momento». Il passaggio più intenso, che racchiude il senso profondo della scelta, il vero retroscena, arriva però alla fine: «Ho scritto queste parole il 21 luglio, due giorni dopo la finale. Dopo la cosa di papà, ne sono ancora più convinto». La morte di Don Jorge a 68 anni, avvenuta l’8 agosto scorso, dopo una malattia durata alcuni mesi, ha avuto un peso decisivo.
Qualcosa in lui è cambiato dopo il lutto, racconta chi gli sta vicino. Leo al Mondiale non giocava per se stesso, ma per il padre. L’abbiamo scoperto solo dopo, quando tutto era finito. A spiegarlo era stato lo stesso Lionel, sempre sui social, dopo il funerale: «Volevo portati la coppa, ma non ci sono riuscito. Non so come farò ad andare avanti senza di te». E infatti ha scelto di smettere con la Nazionale. A 39 anni, continuerà a giocare solo con l’Inter Miami, nella Mls americana.
L’altro giorno ha segnato quattro gol in una partita sola. Ma con l’Argentina no, basta, nunca más, mai più. Viene così smentito chi era convinto che dopo la sconfitta in finale contro la Spagna volesse addirittura arrivare alla prossima Coppa America, fra due anni. Non sarà così. Anche per un senso di responsabilità, che gli fa onore: «Ho dato tutto ciò che avevo, non mi è rimasto più nulla da dare e, d’altronde, stanno emergendo grandi giovani che meritano di essere qui».
Come Nico Paz, un “dieci” che forse non raggiungerà mai il livello di Messi, ma che merita più spazio di quanto non ne abbia avuto fin qui con l’Albiceleste. Il grande campione ora fa un passo indietro. Vuole dedicarsi alla famiglia, continuando a vivere in Florida, dove ha trovato casa e dimensione per sé, la moglie, i figli: «Da qui in poi sarò un tifoso come voi», si legge ancora nella lettera che nessun argentino avrebbe voluto leggere, né oggi né mai. Non piangere, Argentina. Anche se è la fine di un’era. Ma tutto ha una fine. Fu così per Maradona, è così per Messi. Gracias por todo, Leo. E buona vita.
31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 18:54)
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