Bologna, 31 agosto 2026 – “Non s-bolognateci”. In via della Cooperazione il grido dei lavoratori di Woolrich riecheggia tra i corridoi vuoti dell’azienda chiusa da questo pomeriggio. Rappresenta la voce ignorata di un centinaio di dipendenti tra Milano e Bologna rimasti senza lavoro. Una vicenda iniziata a dicembre dell’anno scorso, quando la nuova proprietà del brand d’abbigliamento, la torinese BasicNet, ha annunciato il trasferimento di 109 persone da Bologna, oltre alle 30 di Milano, al nuovo quartier generale di Torino.

La sede della Woolrich: è l’alba dell’ultimo giorno in azienda a Bologna
Il mantra della vertenza che ha riguardato il brand d’abbigliamento è rimasto inascoltato. Il risultato è che da oggi nessuno verrà più in ufficio a Bologna. I corridoi sono vuoti e, dalle 18 di oggi, i dipendenti sono effettivamente senza contratto.
Lo scorso inverno ai lavoratori era stato offerto un trasferimento incentivato a Torino, sia economicamente che a livello organizzativo per chi avrebbe scelto di trasferirsi nella nuova base piemontese. O restare nelle sedi di Bologna o Milano fino al massimo al 31 marzo 2027. Una data che è stata anticipata a oggi. Alla fine la vertenza è finita nello scenario peggiore.
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Il racconto dell’ultimo giorno
Fuori dai cancelli, intanto, le scritte e i cartoni degli uffici sono già finiti nel bidone: “Questa è la nostra storia… finita nella spazzatura. È l’immagine che riassume l’amarezza di questi giorni: i tessuti, i campioni e il lavoro di anni buttati via senza troppi complimenti”.
Si apre così il testo, straziante, dei dipendenti Woolrich.

Il corridoio vuoto dell’edificio della Woolrich a Bologna
Sono 78 i licenziamenti a Bologna
Per quanto riguarda la sede di Bologna, questa mattina nella sede di Confindustria per la firma dei verbali di conciliazione erano presenti 64 lavoratrici e lavoratori, con un’età media compresa tra i 40 e i 50 anni, chiamati a sottoscrivere il verbale di conciliazione sindacale finalizzato alla conclusione del rapporto di lavoro.
L’accordo prevede il riconoscimento di un incentivo all’esodo commisurato all’anzianità di servizio, con importi indicativamente compresi tra i 30 mila e i 100 mila euro lordi.
A questi si aggiungono 14 lavoratrici e lavoratori bolognesi che avevano anticipato l’uscita sottoscrivendo il verbale di conciliazione già nel mese di luglio, portando complessivamente a 78 il numero dei dipendenti della sede di Bologna che hanno perso il posto di lavoro nell’ambito della procedura. A Milano, invece, i lavoratori in uscita che hanno conciliato il rapporto di lavoro attraverso la Commissione di certificazione sono stati 13.

Il dolore dei dipendenti della Woolrich lo scorso inverno
I sindacati soddisfatti
“Con la conclusione della procedura – dichiarano unitariamente Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs – si chiude una vertenza particolarmente complessa, che ha coinvolto lavoratrici e lavoratori con professionalità, competenze e anni di esperienza importanti. Esprimiamo soddisfazione per il fatto che il confronto sindacale abbia consentito di garantire, nell’ambito del piano sociale sottoscritto tra le parti, condizioni di uscita e tutele economiche per le persone coinvolte”.

Chiude la Woolrich a Bologna: oltre 100 lavoratori rischiano il licenziamento
Un risultato importante riguarda la continuità occupazionale garantita dall’acquirente BasicNet, con il mantenimento del posto di lavoro per 25 lavoratrici e lavoratori complessivamente tra Bologna e Milano, oltre a 4 dirigenti che hanno scelto di proseguire il proprio percorso professionale attraverso il trasferimento a Torino, usufruendo delle tutele previste dal piano sociale sottoscritto tra le parti.
“È un risultato che consente di salvaguardare una parte dell’occupazione – proseguono le organizzazioni sindacali – ma non possiamo dimenticare le tante persone che oggi escono dall’azienda. La nostra speranza è che le lavoratrici e i lavoratori coinvolti possano trovare una nuova occupazione in tempi brevi, valorizzando le competenze e l’esperienza maturate”.
