Figlio di due pallavolisti, oggi Giacomo si è preso i gialloblù a suon di gol: doppietta all’esordio e vetta della Serie B
Oscar Maresca
31 agosto – 18:37 – MILANO
Il primo amore di Giacomo Olzer non è stato il pallone. Il trequartista del Modena ha iniziato a giocare sul parquet, tra schiacciate e bagher. Era un talento del volley, lo sport di casa: i suoi genitori sono ex pallavolisti, papà Mario ancora allena. Da bambino, Giacomo vestiva la maglia del Trentino Volley: con il club ha vinto il titolo regionale Under 13 3×3 disputando pure le finali nazionali di categoria ad Ascoli Piceno. Cresciuto a Noarna, frazione del comune di Nogaredo, in provincia di Trento, il classe 2001 si divideva tra colpi a rete e campi da calcio. Fino a quando non è arrivata la chiamata del Milan, da sempre la squadra del cuore. Se oggi gioca il suo sesto campionato consecutivo in Serie B, il merito è degli scout rossoneri che l’hanno convinto a togliere le ginocchiere e mettere gli scarpini. In estate, Olzer ha lasciato il Pescara dopo la retrocessione scegliendo il Modena: al debutto in maglia gialloblù ha segnato una strepitosa doppietta contro la Cremonese. Prima il controllo al volo, il tocco a dribblare il portiere per la prima rete della squadra di Galloppa e poi il mancino perfetto a giro dal limite dell’area. Due giocate da 9 in pagella.
L’idolo Kakà—
Il Modena ha iniziato benissimo il campionato: due vittorie sue due contro Benevento e Cremonese. I gialloblù sono in vetta a punteggio pieno insieme a Mantova e Palermo. “Il primo gol è stato frutto dell’esperienza dell’anno scorso – ha detto Olzer dopo la doppietta – in un’occasione simile avevo provato a calciare al volo. Stavolta ho guardato dove fosse il portiere e l’ho superato. Il secondo invece è più nelle mie corde. La mia famiglia sugli spalti allo Zini? Mamma è abituata a vedermi giocare, anche se da piccolo diceva che non avrei mai fatto il calciatore”. Alto 188 centimetri, il volley ha aiutato il trequartista classe 2001 a sviluppare il fisico e la giusta elasticità nei movimenti. Olzer voleva seguire le orme di Kakà, ecco perché si è appassionato al calcio. Il Chievo lo voluto nel settore giovanile dopo le esperienze con Mori Santo Stefano, Pomarolo e Rovereto. In quattro stagioni con i gialloblù ha segnato a raffica, fino al ritorno al Mori: quando con 36 reti in 30 partite trascinò la squadra al successo del campionato Giovanissimi Elite.
Quel no al Barcellona—
A 14 anni, tutti volevano Olzer: si erano fatti avanti Juventus, Roma, Inter, Fiorentina. Addirittura pure il Barcellona. Il club blaugrana invitò il ragazzo a svolgere uno stage in Catalogna. Ma la famiglia rifiutò, lui aspettava soltanto il Milan. Con i rossoneri ha completato tutta la trafila delle giovanili: dall’U16 fino alla Primavera. Nel 2021 ha debuttato tra i grandi a San Siro, mandato in campo da Pioli ai supplementari durante gli ottavi di Coppa Italia contro il Torino. In quell’estate è passato a titolo definitivo al Brescia nell’affare Tonali. Dopo un iniziale periodo di ambientamento in Primavera, è stato chiamato in prima squadra ma gli infortuni lo hanno costretto a restare spesso in tribuna. Dalla stagione 22/23 ha trovato continuità e gol, l’anno scorso si è trasferito al Pescara chiudendo il campionato con 28 presenze, 6 reti e 3 assist. Il classe 2001 voleva continuare in B e ha accettato la sfida Modena: la doppietta all’esordio è stato il miglior modo per ricominciare. È già diventato l’idolo dei tifosi gialloblù, pure mamma e papà hanno esultato insieme a lui allo Zini. Meno male che Olzer ha scelto il calcio.
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