di
Mauro Zanutto
Venezia, l’azienda Venezianico di Alessandro e Alberto Morelli, 32 e 34 anni, ha raddoppiato il fatturato. Ha clienti da 32 Paesi: «Potevamo trasferirci in una grande città, ma abbiamo deciso di rimanere a San Donà di Piave»
Hanno scelto di restare a San Donà di Piave, quando sarebbe stato più semplice avviare l’azienda in una grande città o in uno dei distretti del lusso. Nove anni dopo quella scelta, i fratelli Alessandro e Alberto Morelli guidano una delle realtà più dinamiche e in crescita dell’orologeria italiana. È Venezianico, che nel 2025 ha superato i 15 milioni di euro di fatturato ed esporta i propri prodotti in 120 Paesi. Una realtà costruita partendo da una passione coltivata fin da ragazzi. Perché dopo il liceo scientifico e gli studi universitari a Ca’ Foscari, Alessandro ed Alberto, oggi 32 e 34 anni, hanno trasformato l’hobby per l’orologeria in un progetto imprenditoriale che unisce design e ingegneria, che evoca la storia di Venezia e che sta crescendo nel mondo. Lo stesso brand prende non a caso ispirazione dalla croce posta sulla sommità dei Mori di Venezia.
Richiami alla storia di Venezia
Redentore, Arsenale, Nereide, Bucintoro: i nomi della collezione sono un chiaro richiamo alla storia e alla cultura della Serenissima; a questi si affiancano edizioni speciali dedicate a Marco Polo nel settecentesimo anniversario della morte, alla Via della Seta, ed altre ancora, con quadranti e incisioni dei riferimenti lagunari. «Chi acquista un Venezianico compra la qualità dei nostri prodotti – spiega Alberto Morelli – Realizziamo orologi meccanici con materiali come vetro zaffiro, tungsteno, madreperla, vetro di Murano, lavorando insieme ad artigiani italiani». L’azienda ha ancora una dimensione familiare ma con un’organizzazione complessa: «Richiamata all’automotive – osserva Morelli – Noi non possiamo competere con marchi storici, che inseguono logiche di mercato. Abbiamo costruito una struttura organizzativa evoluta che ci permette di mantenere un rapporto diretto con i clienti. Interagiamo, ascoltiamo e raccogliamo i loro suggerimenti che possono essere il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi modelli». Una community online composta da 30 mila possessori di Venezianico in tutto il mondo.
Clienti da 32 paesi (c’è anche un ammiraglio Usa)
Il cuore di Venezianico è dunque a San Donà di Piave. La sede è stata ricavata dal recupero di Palazzo Baradel in corso Silvio Trentin, trasformato due anni fa in un atelier di circa 500 metri quadrati che ospita showroom, laboratorio per assistenza e manutenzione, uffici di progettazione, logistica e spedizioni. Il punto vendita, concepito come una scelta d’immagine, è diventato tutt’altro: «Non lo avremmo mai pensato: negli ultimi due anni il nostro atelier ha accolto clienti da 32 Paesi». Tra loro anche l’ammiraglio statunitense James Foggo, già comandante delle forze congiunte della Nato a Napoli, arrivato a San Donà con la scorta per acquistare un orologio del marchio. A conferma della crescita dell’azienda, recentemente anche un orologiaio romano si è trasferito a San Donà per entrare a far parte del team. I numeri raccontano un’espansione costante. Il fatturato è passato dai 7,4 milioni di euro del 2023 fino a superare i 15 milioni nel 2025. Gli orologi, con prezzi compresi tra 500 e oltre 4 mila euro, vengono distribuiti in 120 Paesi. «Il nostro sogno – conclude Alberto Morelli – è diventare il punto di riferimento dell’orologeria italiana nel mondo».
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31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 18:13)
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