Il lago di Como, terra e acqua di confine per eccellenza, sarà per nove giorni punto d’incontro, soglia e spazio di sconfinamento per oltre cinquanta partecipanti provenienti da una trentina di Paesi: dall’Europa alle Americhe, dall’Africa all’Asia Orientale e Occidentale. «Con la sua Contemporary Design Selection, il Lake Como Design Festival dà voce anche quest’anno a una moltitudine di persone e culture che trovano in questo contesto uno spazio — e un tempo — di reciprocità, apprendimento, trasmissione e condivisione», racconta la curatrice Giovanna Massoni. «Designer, artigiani, artisti, architetti, individui, studi e collettivi, provenienti da esperienze e geografie differenti, si ritrovano al di qua e al di là del confine, in un «territorio-rifugio della diversità» secondo la definizione di Gilles Clément nel suo Manifesto del Terzo Paesaggio. dell’esplorazione,del margine e del rischio. Superare i confini è oggi una forma di resistenza creativa: un modo per decostruire categorie dominanti, riconoscere saperi locali e situati e ripensare il progetto come pratica di conoscenza.

Giovanna Massoni, curatrice della mostra e Francesca Prandelli, direttriceAlessandro Ruffini
Il tema si manifesta nei progetti protagonisti della Contemporary Design Selection: oggetti funzionali, arredi e artefatti in tessuto, ceramica, vetro, resine, metallo e legno, materiali di scarto o biomateriali, accompagnati da riflessioni che ampliano il dibattito sul ruolo del design. Si ragionerà sul valore della produzione artigianale, sul rapporto imprescindibile con le realtà manifatturiere, sulle pratiche collaborative e sulla dimensione sociale e politica del progetto. Alcuni dei designer selezionati si muovono sul confine tra materiali differenti, utilizzando la multimedialità e l’ibridazione, altri indagano il limite tra funzioni diverse, proponendo oggetti “aperti”, trasformabili, capaci di adattarsi a usi molteplici e imprevedibili. Il tema attraversa anche il dialogo tra discipline, in particolare tra arte, design, tecnologia, dove lo scambio reciproco diventa necessità progettuale e terreno di sperimentazione. Il confronto tra pratiche artigianali antiche e tecnologie contemporanee ridefinisce il concetto stesso di innovazione.