di
Salvo Fallica

I sindaci denunciano: «Pochi i mezzi a nostra disposizione». Danni al patrimonio naturale e alle abitazioni

L’ondata di incendi che ha colpito negli ultimi giorni (e continua a colpire) la Sicilia, con temperature torride alimentate dal vento caldo africano proveniente dal deserto, ha prodotto e sta producendo ingenti danni, a macchia di leopardo, in tutte le province dell’Isola. Le situazioni più problematiche sono nel Palermitano, nel Siracusano (dove vi sono state evacuazioni di varie abitazioni), nel Messinese e nel Catanese. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco in tanti centri isolani.

A Ciminna un giovane è in gravi condizioni dopo le ustioni riportate

Vi sono danni notevoli al patrimonio naturalistico, ambientale, paesaggistico, agricolo. Danni anche per le abitazioni, vi sono luoghi dove i cittadini sono dovuti scappare dalle proprie case. Il caso più grave si è verificato a Ciminna, nel territorio del Palermitano, un giovane di 26 anni, Salvatore Giglia, si è aggravato in ospedale dopo aver riportato delle ustioni nel tentativo di difendere dalle fiamme la propria campagna. Ricoverato all’ospedale Civico di Palermo, è sedato e presenta ustioni in diverse parti del corpo. La prognosi resta riservata.



















































Campagne e case come un pezzo della propria vita, frutto di tanto lavoro e di tanti sacrifici. Scene drammatiche e coraggiose di chi vuol proteggerle dalla furia degli incendi che hanno devastato in questa estate e ancora devastano diversi territori.

Anche i sindaci in prima linea a difesa delle comunità che guidano

Il sindaco di Polizzi Generosa, Gandolfo Librizzi, si è infortunato mentre cercava di dare aiuto ai suoi concittadini. Durante le operazioni per spegnere l’incendio che ha interessato il territorio delle Madonie, il primo cittadino è caduto e ha avuto un problema a un ginocchio. È stato accompagnato in ospedale per gli accertamenti ma non sarebbero emerse fratture. Librizzi è rimasto fino all’alba al fianco dei vigili del fuoco che hanno lavorato per contenere le fiamme, che incombevano sul centro abitato. Anche la sua casa è stata evacuata quando il fuoco ha raggiunto la zona.

I primi cittadini stanchi delle promesse dei governi regionale e nazionale non ci stanno e avanzano critiche su più piani. Il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, afferma che vi è una «scarsa presenza delle istituzioni, e vi sono pochi mezzi a nostra disposizione. Un volo soltanto di canadair e di elicotteri, nonostante i ripetuti appelli nei confronti di tutti i settori responsabili». Una situazione che per il sindaco «lascia l’amaro in bocca, una sconfitta per lo Stato e per tutti noi».

La Chiesa al fianco dei cittadini

La Chiesa è in prima linea al fianco dei cittadini. Per sottolineare la vicinanza dell’arcidiocesi di Palermo, il vescovo Corrado Lorefice ha celebrato messa nella Chiesa Madre. Già anni fa i vescovi sollevarono il problema delle carenze programmatiche nel contrasto degli incendi in Sicilia, ne nacque una polemica ma ogni estate le emergenze si ripetono e i casi di devastazione dei territori continuano ad essere numerosi.

Il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, aggiunge: «È stata una giornata drammatica, una delle più buie e dolorose della nostra millenaria storia. Il fuoco ha avvolto tutta la nostra cittadina in più punti. Stava per invadere le case e siamo stati costretti allo sgombero di tanti nostri compaesani». E per il primo cittadino sarebbero andati in fumo più di 600 ettari.

In prima linea per fronteggiare l’emergenza incendi oltre ai vigili del fuoco anche squadre dell’antincendio boschivo, forestali, protezione civile, carabinieri e volontari.

Morti anche diversi animali

Soffrono anche gli animali in vari luoghi dell’Isola, e nella provincia di Palermo alcuni asinelli sono morti dopo essere rimasti coinvolti nel rogo.
Anci Sicilia chiede alla Regione e al Governo nazionale interventi urgenti per i territori colpiti dagli incendi delle ultime ore e, dove ne ricorrano le condizioni, il riconoscimento dello stato di emergenza. Anci Sicilia chiede anche un rafforzamento delle attività di prevenzione, attraverso un maggiore utilizzo delle tecnologie e lo stanziamento delle risorse necessarie, in collaborazione con gli enti territoriali.

31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 17:12)