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Emanuele Buzzi e Adriana Logroscino
Il suo no al volo di Stato e il ruolo del M5S per coprire le spese. Con lui ora ci sono la compagna, un amico e il presidente della sua associazione Schierarsi
Nuove presenze. Voci amiche e medici arrivati dall’Italia apposta per lui: Alessandro Di Battista vive queste ore ricoverato a L’Avana con la vicinanza di persone a lui care. E con l’aiuto di una équipe romana. L’ex deputato, insomma, non è più fisicamente solo. Con lui c’è la compagna, Sahra Lahousnia, un amico dell’ex M5S e il presidente di Schierarsi, Luca Di Giuseppe.
E proprio l’associazione fondata dall’ex parlamentare ha voluto dare un doppio segnale. Non solo la presenza a Cuba del presidente, ma anche un messaggio per tutelare la privacy del suo leader. «Schierarsi ringrazia tutti coloro che, in questi giorni molto complessi, hanno fatto sentire il loro amore, la loro vicinanza ed espresso sincera solidarietà e sostegno al nostro Alessandro Di Battista e invita a non dare rilevanza né a divulgare qualsiasi forma di notizia non confermata dalla sua famiglia», si legge in una nota. «Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica. Tutta la comunità di Schierarsi aspetta al più presto aggiornamenti ed è pronta per fare tutto quel che serve per lui e per la sua famiglia», conclude.
Intanto a Cuba sono giunti anche un rianimatore e un neurochirurgo del Policlinico Gemelli. I due hanno il duplice obiettivo di fornire supporto ai medici cubani e valutare le condizioni di Di Battista per un suo trasferimento. Non a caso anche ieri sono stati effettuati ulteriori accertamenti per definire meglio il quadro clinico dell’ex deputato. Una fase «necessaria» proprio per tutelare la sicurezza e la salute dell’ex stellato.
Solo in un secondo momento si potranno prendere decisioni su percorsi e tempistiche. Le polemiche, intorno alle condizioni e le spese per il suo rientro in Italia vengono spente così, direttamente dall’interessato: «Sono assicurato, non è necessario l’aereo di Stato». Parole pronunciate con cortesia e gratitudine — riferiscono — da Di Battista. Nessuna volontà di prendere le distanze dall’offerta del governo che, peraltro, garantisce che l’Italia sta prestando l’assistenza che per prassi offrirebbe a qualsiasi cittadino nelle stesse condizioni. Anche ieri Antonio Tajani ha ribadito: «Stiamo lavorando per far rientrare Di Battista in Italia».
Quando i medici daranno il via libera al trasporto, quando diranno che le condizioni di salute dell’ex deputato gli consentono di affrontare un volo sia pure a quota più bassa, come previsto per gli aerei sanitari, il velivolo messo a disposizione dall’Aeronautica sarà pronto a partire. Si parla di domani o dopodomani. Ma non si esclude un’accelerazione. La valutazione medica sulla sua trasportabilità è in corso. E il tempismo per le cure da prestare a Di Battista è fondamentale.
Il conto sarà pagato dall’assicurazione. E, se fossero superiori a quelle previste dalla polizza, se ne farebbero carico il Fatto quotidiano, per il quale Di Battista era al lavoro su un reportage da Cuba, e il M5S. Il quotidiano ha già ricevuto offerte e donazioni di italiani facoltosi che vogliono restare anonimi. Per ulteriori eventuali altre risorse si attiverebbe una colletta promossa, insieme, dal giornale e dal Movimento. Il cui leader, Giuseppe Conte, segue personalmente e attentamente la vicenda, con contatti costanti non solo con la famiglia dell’attivista ma anche con la Farnesina. Tutto insomma, punta, verso una gestione delicata e rispettosa del momento difficile in cui Di Battista si trova.
In Italia, la polemica innescatasi via social sul trasporto con volo di Stato che potrebbe essere considerato un privilegio riservato a un ex parlamentare, viene spento con un post veemente dal capogruppo del M5S, Riccardo Ricciardi: «Un dibattito infame, schifosa propaganda — scrive — da cui traspare evidente un godimento nel vedere un uomo in difficoltà che, in un momento drammatico, qualcuno vorrebbe fosse costretto sulla sua pelle a ripudiare una delle sue battaglie, quella contro la casta. Non c’è nessun trattamento di favore. Alessandro ha già dimostrato che si può fare politica e rimanere liberi».
Di Battista, nel frattempo, continua a tenersi in contatto via chat e social con amici e qualche collega. Domenica ha anche ripostato su Instagram una storia su Gaza di cui scrive «il genocidio continua». Anche dall’ospedale, insomma, l’ex stellato fa sentire la sua voce politica. E di rimando continuano anche gli attestati di stima. «Auguro a Di Battista di rientrare presto in Italia e spero di poter di nuovo litigare di brutto con lui come ai vecchi tempi», scrive Matteo Renzi. «Alessandro è un “capatosta”. Sono certo che il suo spirito battagliero avrà la meglio», dice l’eurodeputato di Avs Mimmo Lucano.
1 settembre 2026 ( modifica il 1 settembre 2026 | 07:16)
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