L’anno solare deve ancora finire, ma il 2026 della bike industry ci consente già di fare delle stime sulle nuove generazioni di bici apparse sul mercato.

Di che bici parliamo? Dell’ambito che va dalle cosiddette “road race” alla gravel, passando per le endurance. In pratica, trattiamo di questa macroarea che è più nelle nostre corde, quella di cui solitamente Cyclinside si occupa di più.

Attenzione, evidentemente è impossibile fare un’analisi “scientifica” di tutta l’offerta globale di mercato, piuttosto è più facile sondare nella cerchia dei brand più noti e blasonati, che tra l’altro sono anche quelli che continuano a fare tendenza e influenzare le direzioni di mercato (al netto dell’apparizione sempre più marcata di brand orientali… ).

Volendo allora “divertirsi” con i conteggi, possiamo senza dubbio dire che il 2026 è l’anno delle bici gravel, se con queste intendiamo l’introduzione di vere e proprie nuove piattaforme.

La conta delle nuove gravel

Dunque, ad oggi, fine agosto 2026, le piattaforme gravel totalmente nuove sono:

Interessante notare che la stragrande maggioranza di quelle appena elencate sono gravel da gara, progettate espressamente per le competizioni. Nella lista, infatti, solo la Van Rysel EDR-G nasce come gravel adventure, mentre la 785 Cezal è meglio inquadrabile come perfetta via di mezzo tra gravel race e adventure (qui la nostra prova che lo documenta).

La Van Rysel EDR-G: esce anche con forcella ammortizzata di serie

Tra l’altro, è ancora una originale gravel da gara quella che Scott dovrebbe lanciare a breve, la RC Gravel 32, che con buone probabilità sarà la versione 32 pollici della nuova piattaforma Addict Gravel che il marchio elvetico dovrebbe presentare nelle settimane imminenti.

Il prototipo Scott: una gravel da 32 pollici
Un curioso paradosso

Sempre a proposito di gravel, è interessante notare che il “primato” delle “race” rispetto alle “endurance” stride con i risconti partecipativi che l’uno e l’altro genere riscuotono.

La Ridley Kanzo Fast. ultima gravel del marchio belga

L’architettura è molto ispirata all’aerodinamica

Crux 5Specialized Crux5

A giudicare da quel che vediamo in gara, infatti, i partecipanti degli eventi agonistici gravel sono di gran lunga inferiori a quelli che riscuote il gravel del bikepacking, delle grandi (o anche piccole) avventure in sella, dei lunghi trail o semplicemente delle escursioni senza fretta in bici e su fondi gravel.

Questo a nostro avviso accade per una ragione tecnica: le gravel race sono oggi sempre più capaci e adattabili, primo per merito della tolleranza coperture sempre più ampia che hanno.

Giant Revolt Advanced: passaggio ruota fino a 50 mm

Oggi si arriva quasi sempre alla 50, 52 millimetri di tire clearance: questo consente di ampliare moltissimo lo spettro di utilizzo di questi mezzi. Intendiamo dire che, montando gomme più generose, aumenta in modo esponenziale il patrimonio di comfort e con questo l’adattabilità anche per chi bada più alla rilassatezza di guida che al cronometro.

Canyon Grail, “model year” 2026

Inoltre, diversamente da quel che è sempre accaduto (e continua ad accadere) per le bici da corsa “race”, le grave race hanno una geometria comunque meno “estrema”, per questo potenzialmente più adatta (o adattabile) ai tanti utenti gravellisti a cui comunque non serve un assetto da gara “puro”.

Orbea Terra Race

A corredo di tutto questo, aggiungiamo, c’è il fatto che nelle ragioni del successo delle gravel c’è un innegabile componente “moda”: il gravel fa “cool,” fa “figo”, e in questo senso le bici che permettono di narrare, raccontare e emanare questo concetto sono prima di tutto quelle al top, che non possono che essere quella da gara.

Liv Devote, il gravel race, in senso femminile
Le novità del mondo “road”

Le piattaforme di road race comparse in questo 2026 non sono poche, ma sono sicuramente meno rispetto a quelle cui eravamo abituati negli anni scorsi.

Cannondale SUperSix Evo

In questo segmento, sempre citando i marchi “blasonati”, parlando di bici in carbonio possiamo certamente annoverare:

È una tendenza già in atto da diversi anni e se possibile in questa stagione ci pare ancor più marcata: le bici gravel (o in questo contesto sarebbe meglio definirle “all road”) stanno erodendo sempre più mercato alle bici da corsa “classiche”, se con questo termine intendiamo quelle bici che fino a una decina di anni fa era praticamente obbligato a comprare chiunque volesse avvicinarsi alla pratica sportiva di ciclismo su asfalto.

Specialized S-Works tarmac SL9Specialized S-Works Tarmac SL9

Aggiungiamo che, al netto della variabile prezzo (di solito più elevato), le bici da corsa da gara hanno oggi caratteristiche sempre più estreme, assetti o soluzioni tecniche che meno si adattano al ciclista occasionale. Come è giusto che sia, le bici da gara attuali sono mezzi per la performance assoluta, destinati a chi con la bicicletta principalmente compete o come minimo a chi mette il cronometro e la sfida in cima alle priorità delle sue uscite.

Look 795 Blade RS
E le “endurance”?

Ancor prima dell’avvento delle gravel, il segmento contiguo a quello delle bici da corsa da gara era quello delle endurance: questa tipologia di bici ancora occupa questa posizione, per carità, ma, dati alla mano, viene progressivamente sempre più erosa ai fianchi, prima di tutto dalle bici gravel, ma in fondo anche dalla road race.

Bianchi Infinito

In questa area le novità significative del 2026 sono infatti principalmente queste:

È la crisi delle endurance? No, noi la chiameremmo semplicemente ridefinizione di confini tra segmenti, che a loro volta diventano sempre più labili e sovrapponibili.

C72 ColnagoColnago C72

Ancora una volta, la ragione tecnica di tutto questo è nella grande versatilità che hanno oggi le bici attuali grazie a una tolleranza coperture sempre più ampia, non solo delle gravel, ma anche delle “race”.

Questa caratteristica permette facilmente velocemente di cambiare spirito alla propria bici, semplicemente cambiando la sezione di coperture, in modo da adattare poi la bici a terreni, situazioni e contesti di utilizzo molto diversi.

Più che di crisi, allora, sarebbe meglio cambiare prospettiva; e parlare più generalmente di grandi possibilità in più offerte oggi dal macro segmento che abbiamo appena sondato in questo articolo di approfondimento. E non ci sembra affatto poco.