di
Simone Canettieri
«A Piervincenzi fondi per 47 mila euro dal Cnel»
Ormai siamo al «meta-Report». Alle inchieste — piste & veleni — sugli stessi giornalisti della trasmissione: una nemesi. Sigfrido Ranucci ha messo nel mirino Giulia Presutti. E cioè la sua ex pupilla scelta dalla Rai come nuova co-conduttrice del programma (insieme a Daniele Piervincenzi, anche lui attaccato da «Sig»). Ha detto che ha frequentato il bistrot di Valter Lavitola, Cefalù, più di una volta (al di là di una foto che la ritrae a tavola con ostriche e crudi nel 2024) per dei progetti a lui ignoti con l’oste-faccendiere mandante del suo attentato. E soprattutto — ha dichiarato pubblicamente — «il fatto è verificabile anche attraverso le chat sequestrate sul telefono di Lavitola».
Come fa Ranucci a saperlo? I suoi legali hanno potuto visionare la copia forense del cellulare di Lavitola? La sbobinatura delle chat certamente contiene eventuali conversazioni tra il tentacolare ex direttore dell’Avanti! convertito alla ristorazione e la giornalista di Report. Se così non è, potrebbe essere stato direttamente Lavitola a riferire a Ranucci i propri rapporti con Presutti mostrandogli le chat. O, ancora, il tramite potrebbe essere la donna legata sentimentalmente al conduttore che era amica anche di Presutti. Anche perché Ranucci si mostra sicuro: «Ma allora perché Giulia non mi smentisce?».
La diretta interessata, contattata più volte dal Corriere, non vuole fornire spiegazioni davanti alle insinuazioni del suo ex maestro. Intanto sempre più implacabile e furioso: «Mi scriveva che voleva fare uscire comunicati stampa in mia difesa e intanto trattava con la Rai per prendere il mio posto: incredibile!».
Presutti ha chiuso il suo profilo Instagram a chi non la segue. Con il resto della redazione, ormai compatta e mobilitata contro la decisione della Rai che la riguarda, continua a non avere rapporti.
Destino simile per Daniele Piervincenzi, l’altra scelta. Ranucci ha parlato per entrambi di «scelta mediocre». Poi ha ricordato che quando Piervincenzi condusse una trasmissione nel 2019 — Popolo sovrano — venne chiusa per mancanza di ascolti. Il cronista-rugbista (è una terza linea) si professa di «sinistra». Ammette di conoscere il direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini per via della palla ovale, ma non di essere stato agevolato in un terzo tempo di amichettismo. Si difende così: «Sigfrido mi comprò un’inchiesta sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, nell’Est del Congo, dove per poco non mi facevano la pelle: l’inchiesta gli piacque così tanto da chiedermi di farla durare 40 minuti e non più 20. Sarebbe dovuta andare in onda nella prossima edizione. Ora sono un brocco?».
Nemmeno il tempo di attaccare il telefono con Piervincenzi che esce una notizia che lo riguarda: il quotidiano Domani scrive che l’anno scorso ha ottenuto dal Cnel di Renato Brunetta due affidamenti da 47mila euro, attraverso la sua società Outcast srls, per un progetto sugli studenti delle periferie. All’epoca, dice, «non era ancora diventato un dipendente Rai» e comunque appena firmerà il contratto «uscirò dall’azienda». Gli inviati storici si indignano nelle chat: «Hai visto?». «La redazione di Report sembra il centro sociale Leoncavallo di Milano», attaccano con perfidia i colonnelli di Fratelli d’Italia. Sono convinti che alla fine il programma si farà con le risorse interne, anche senza gli storici inviati.
Riassunto: Ranucci lancia scenari inquietanti sulla sua ex cronista e aggiunge anche che un suo ex collaboratore non ha il quid; i due non parlano con la redazione, che nel frattempo combatte per l’indipendenza del prodotto contro «l’arroganza dei vertici Rai». Ma è lo stesso nucleo, definito da Ranucci a luglio come un manipolo di congiurati come svelato da Libero, che ha bollato come «inopportuno» l’ex conduttore. Oggi Corsini incontra Bernardo Iovine e Giulio Valesini, indicati come coautori ma subito dimissionari dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi. Domani grande assemblea di Report con Corsini. Poi a seconda di come andrà i giornalisti marceranno, come nella più famosa delle scissioni, dal teatro Goldoni (la Rai) per raggiungere il teatro San Marco (emittente ancora ignota) per annunciare la nascita di qualcosa di nuovo.
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1 settembre 2026 ( modifica il 1 settembre 2026 | 07:18)
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