Era andato a fare degli accertamenti per un problema completamente diverso. Gli esami, però, hanno mostrato qualcosa di inatteso: nel suo addome era cresciuto un tumore che aveva ormai raggiunto un’estensione di circa 30 centimetri.
È la storia di un paziente di 54 anni operato al Dipartimento Oncologico di III livello La Maddalena di Palermo. Un caso che colpisce per le dimensioni della massa, ma soprattutto per un’altra domanda: come può un tumore diventare così grande prima di essere scoperto?
Un tumore che può crescere a lungo senza dare l’allarme
Gli accertamenti erano stati prescritti per una sospetta recidiva di un’ernia inguinale. La TC ha invece mostrato una grande massa nella parte profonda dell’addome.
La diagnosi è stata quella di liposarcoma, un raro tumore dei tessuti molli. L’esame definitivo dopo l’operazione ha poi identificato una forma chiamata liposarcoma dedifferenziato.
La posizione aiuta a capire perché la malattia possa rimanere nascosta. Questi tumori possono svilupparsi nel retroperitoneo, una zona profonda dell’addome dove esiste spazio sufficiente perché una massa aumenti notevolmente di volume prima di provocare sintomi evidenti.
Nel caso di Palermo il tumore aveva ormai occupato gran parte dell’addome destro, coinvolgendo il rene e spostando altri organi, tra cui colon, pancreas e duodeno.
Ma la difficoltà maggiore era un’altra: la massa aveva raggiunto l’aorta e la vena cava inferiore, due dei più importanti vasi sanguigni dell’organismo.
La sfida in sala operatoria
Prima di procedere, il caso è stato discusso da diversi specialisti nell’ambito del Gruppo Oncologico Multidisciplinare, in collaborazione con la Rete Oncologica Siciliana e con il riferimento per i sarcomi e i tumori rari del Policlinico di Palermo.
L’intervento è stato eseguito il 27 luglio ed è durato circa cinque ore.
Per rimuovere completamente il tumore è stato necessario asportare insieme alla massa anche il rene e il surrene destri, una parte del colon e il testicolo dello stesso lato.
Il passaggio più delicato è stato separare la grande massa dall’aorta e dalla vena cava. I chirurghi sono riusciti a preservare entrambi i grandi vasi, evitando una ricostruzione vascolare.
Gli esami effettuati sui tessuti dopo l’operazione hanno inoltre mostrato che gli organi rimossi insieme alla massa non erano stati infiltrati microscopicamente dal tumore.
A casa dopo una settimana
Il recupero è stato rapido considerando la complessità dell’intervento: il paziente è stato dimesso in buone condizioni dopo sette giorni.
Alla TC di controllo eseguita il 26 agosto non erano visibili immagini riconducibili a residui o a una ripresa della malattia. È un dato positivo, che tuttavia non significa poter parlare già di guarigione: questo tipo di tumore richiede controlli nel tempo per il rischio che possa ripresentarsi.
Perché i tumori rari hanno bisogno di una rete
I sarcomi dei tessuti molli rappresentano circa il 1% dei tumori maligni dell’adulto e comprendono numerose forme differenti. Proprio la loro rarità rende particolarmente importante arrivare alla diagnosi corretta e affidare le decisioni terapeutiche a gruppi che riuniscono competenze diverse.
Il caso di Palermo racconta quindi qualcosa che va oltre il singolo intervento.
Per i pazienti con tumori rari, poter trovare competenze specialistiche sul proprio territorio può significare evitare lunghi spostamenti alla ricerca delle cure. Secondo i dati riportati da ANSA, ogni anno oltre 32 mila siciliani lasciano la regione per curarsi altrove.
Dimostrare che anche una chirurgia oncologica di questa complessità può essere affrontata attraverso la rete sanitaria regionale significa provare a ridurre quei “viaggi della speranza” che, alla difficoltà della malattia, aggiungono spesso anche quella di dover affrontare le cure lontano da casa.

Fonti:
- ANSA, All’ospedale La Maddalena di Palermo asportato un tumore raro, 31 agosto 2026.
- InSanitas, Tumori rari, a La Maddalena eseguito con successo un intervento su un liposarcoma gigante, 31 agosto 2026.
- Dipartimento Oncologico di III livello La Maddalena, comunicazione sull’intervento e sul caso clinico, agosto 2026.