Madame torna nella sua Vicenza per la nona edizione del festival che la ospitò nel 2021, con un doppio concerto del conterraneo Sangiovanni. Mercoledì 2 settembre (ore 21) nel palco di Piazza dei Signori presenta Disincanto, il tour con il quale sta attraversando l’Italia.
Madame, pseudonimo di Francesca Calearo, è nata a Vicenza nel 2002 e cresciuta a Creazzo. Un’artista che torna a esibirsi nella sua città dopo una carriera fulminante: il primo contratto discografico a 16 anni, la consacrazione con Voce a Sanremo 2021 e con Il bene nel male a Sanremo 2023. Canzoni che hanno scalato le classifiche e raccontato con autenticità le contraddizioni e le urgenze di una generazione. Torna ora con Disincanto, il suo terzo album, uscito ad aprile per Sugar Music: un concept album, frutto di un percorso di crescita artistica e personale, che affronta temi come lo smarrimento, la rabbia e i conflitti interiori, raccontando una caduta e la successiva rinascita.
Lo show è costruito come un viaggio teatrale ed emotivo, in cui musica, immagini e la performance si fondono in un unico racconto. La scena è essenziale: al centro del palco si ergono dei grandi tendoni bianchi che diventano schermo nel corso dello show, diventando parte integrante della narrazione visiva, mentre ai lati trovano posto i musicisti. Bias, che ha seguito anche la direzione artistica dello show, è alla console e accompagna l’intero concerto con una produzione dal vivo che dialoga costantemente con le immagini e le luci, mentre Luca Narducci alterna chitarre e tastiere, contribuendo a dare profondità e dinamica allo spettacolo.
La scaletta
L’apertura è affidata all’INTRO BAMBINI NOTTE, che introduce immediatamente il pubblico nell’universo di DISINCANTO, il suo ultimo album. Le luci dominano la scena durante OK, VOLEVO CAPIRE, DISINCANTO, COME STAI e PUTTANA SVIZZERA, accompagnate da visual, videoclip e testi proiettati sui tendoni bianchi che amplificano il linguaggio diretto e viscerale dei brani. Lo spettacolo prosegue con lo SKIT PENSAVO A, che accompagna la transizione verso una dimensione più intima e riflessiva. DONNA VEDI e QUANTO FORTE TI PENSAVO approfondiscono il racconto dei rapporti e delle fragilità personali, preparando il terreno a uno dei momenti più intensi del concerto. Il registro cambia improvvisamente con un interludio teatrale. Le luci si fanno scure mentre sullo schermo scorrono immagini di una famiglia, è il momento dell’interludio, con un monologo che culmina nella frase “la famiglia non è sacra”. La tensione cresce fino a lasciare spazio alla voce di una madre che confessa di non sapere più come aiutare la propria figlia. Madame, seduta a terra, interpreta MAMI PAPI circondata da immagini familiari, trasformando il palco in uno spazio intimo e profondamente autobiografico. Da questo momento lo spettacolo attraversa ricordi più intimi. È il momento di ARANCIATA, il brano viene accompagnato da immagini di mare e dell’infanzia, immerse in tonalità blu, arriva ALLUCINAZIONI. Con ROSSO COME IL FANGO il live si addentra ulteriormente nelle sue atmosfere più intense e introspettive. Fa quindi il suo ingresso un pianoforte bianco, protagonista di una delle sezioni più raccolte dello spettacolo. È la stessa Madame a sedersi alla tastiera per interpretare SCICCHERIE, uno dei brani che hanno segnato l’inizio del suo percorso artistico. Al termine del pezzo lascia il posto a Bias, che prende posto al pianoforte accompagnando NO PRESSURE, mentre Madame prosegue l’interpretazione al centro della scena. Luca Narducci prende la scena con la chitarra elettrica durante INVIDIOSA, mentre LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO apre una nuova fase di riflessione e vulnerabilità.
Tra un brano e l’altro trova spazio anche un momento di dialogo diretto con il pubblico, una sorta di confessionale che rafforza il rapporto tra artista e il pubblico, confermando la dimensione autentica del concerto. La parte finale dello spettacolo assume una forte impronta performativa. Durante GRAZIE viene messa in scena una seduta di terapia, con Bias nei panni di un terapeuta. Poco dopo entra un personaggio mascherato che lega le braccia di Madame con un nastro bianco, è il turno di BESTIA: l’artista canta in ginocchio, dando vita a una delle immagini più intense e simboliche dell’intero show. Dopo l’intensità di SE NON PROVO DOLORE, il concerto attraversa due dei brani più rappresentativi del repertorio di Madame, VOCE e ANIMA, prima di aprirsi progressivamente verso una dimensione liberatoria. Le sonorità diventano più incalzanti, i beat si fanno protagonisti e il finale con IL BENE NEL MALE e MAREA trasforma il palco in uno spazio di energia condivisa. Il bis, affidato a M’AMA NON M’AMA, conduce infine a una nuova, catartica esecuzione di OK, che chiude il cerchio del racconto riportando il pubblico esattamente da dove tutto era iniziato.
Chiudono il festival giovedì 3 settembre gli ineguagliabili Elio e le Storie Tese, di ritorno sui palchi italiani dopo la reunion nata dal Concertozzo. Il concerto ELIO E LE STORIE TESE à la carte! È un menù di canzoni scelto direttamente dagli spettatori, per una serata ogni volta irripetibile.