«La sua biografia artistica è immensa e sofferta. Un grande praticamente dimenticato». È così che Enza Prunotto definisce l’opera e la cifra artistica e umana di Giuseppe Colli. Scomparso nel 1988, Colli è stato molte cose: operaio e pittore, poeta e antifascista. A lui è dedicata la mostra antologica «Acquerelli – disegni – incisioni». Organizzata dall’associazione Costigliole Cultura, sarà inaugurata sabato 5 settembre alle 17 nelle sale di Casa Prunotto, in via Provale 11, a Costigliole d’Asti. «Presentiamo numerose opere, una piccola antologica», spiega Enza Prunotto, anima dello spazio espositivo e galleria d’arte contemporanea. In mostra chine, matite, acquerelli, incisioni, che coprono tutti i temi trattati da Colli: paesaggi urbani con sullo sfondo file di gelsi, alberi un tempo importanti nell’economia contadina e che oggi servono solamente per delimitare i confini dei campi, ma anche i mendicanti che vivevano sulle panchine del mercato. Personaggi ritratti dando voce alla sofferenza, figure umili e pensose che Colli svelava attraverso linee avvolgenti. Allo stesso modo tratteggiava con la china o la matita le torri e le chiese nell’incontro con la luce del tramonto. Uno sguardo attento e mai banale che svelava il poetico mondo interiore dell’artista. Ma chi era Giuseppe Colli? Arrivato ad Asti nel 1937, lui fu in primo luogo un operaio della «grande fabbrica» degli astigiani, la Way Assauto. E in quella fabbrica fu un lavoratore prezioso, un punto di riferimento per gli altri operai.
Il racconto
Racconta Prunotto: «Quando un collaudatore aveva dubbi sulla qualità di un pezzo prodotto, si rivolgeva a Giuseppe Colli, responsabile delle misure nel suo laboratorio, Colli custodiva gli attrezzi necessari per verificare la conformità dei pezzi al disegno. Matematicamente preciso, il suo consenso era il via libera necessario per proseguire la produzione». C’era, però, anche un altro Giuseppe Colli, quello che amava l’arte, che dipingeva, che scriveva poesie. «Tutti i dipendenti della Way Assauto sapevano che in fabbrica lavorava un artista, un pittore, una bella persona, gentile e disponibile a soddisfare le esigenze dei colleghi, a cui non negava mai un disegno per qualche importante avvenimento», precisa Prunotto. Il percorso artistico di Colli inizia presto e malgrado l’impegno lavorativo, la forte passione per il disegno non l’abbandonò mai, anzi, fu forse proprio per reazione alla quotidianità che divenne ancora più presente. Su questa linea iniziò la sua produzione artistica: disegni, acquerelli, incisioni. Tornando a casa dal lavoro, memorizzava le scene e la vita che lo circondavano, soggetti che sarebbero poi diventati centrali nelle sue opere. Lavorava instancabilmente, accumulando produzioni. Anche sperimentando, mediante un torchio personale, l’incisione a puntasecca o su linoleum, puntuale negli effetti tonali e luministici. Nel 1954 arrivarono le prime esperienze espositive, iniziate ad Asti per poi toccare Alessandria, Moncalvo, Perugia, Padova, Vercelli e Torino. Proprio a Torino fu invitato dalla Galleria Fogliato a partecipare alla collettiva «Maestri del ‘900 Piemontese». E fu in quest’occasione che l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, ammirandone l’opera, decise di nominarlo Cavaliere al merito della Repubblica. Un artista sensibile, che non fu solo pittore, ma anche poeta. Con i suoi versi partecipò a concorsi e vinse il primo premio nazionale «Città di Cuneo» con una composizione sulla Resistenza.
La mostra resterà aperta fino al 27 settembre ( visitabile sabato 16 – 19, domenica 10 -12 e 16 – 19).