di
Antonella Baccaro, Giulio De Santis
Gli esecutori dell’attentato restano in carcere. La redazione alla Rai: pronti allo sciopero
Il movente dell’attentato organizzato da Valter Lavitola contro Sigfrido Ranucci passa per le «mire» del faccendiere sulla gestione del programma di Raitre? A questa domanda cercano risposta i magistrati che, dopo aver incassato la conferma del carcere per gli esecutori dell’agguato del 16 ottobre scorso, vogliono capire se Lavitola fosse riuscito a influenzare i contenuti di alcuni servizi andati in onda o comunque in preparazione. E lavorano anche su un «buco» nella chat di Signal tra Lavitola e Ranucci.
L’influenza di Lavitola
In una delle informative dei carabinieri sono infatti annotati alcuni commenti dello stesso Lavitola ai servizi di Report rintracciati sui suoi telefonini e dunque bisognerà stabilire se fossero appunto il frutto di sue interferenze o, quantomeno, del tentativo di influenzarne i contenuti.
Lavitola ha fornito finora diverse versioni sul movente dell’attentato. Prima ha detto che voleva aumentare la popolarità dell’amico Ranucci per convincerlo a entrare in politica, poi ha sostenuto che avrebbe voluto produrre il programma. Tra le foto pubblicate nelle ultime ore c’è quella del quotidiano Domani di Giulia Presutti, scelta come co-conduttrice di Report. I magistrati vogliono verificare se Lavitola abbia intrecciato rapporti con i giornalisti del programma guidato da Ranucci. Legami che Lavitola, in un primo tempo, potrebbe aver sviluppato sfruttando la sua amicizia con il giornalista. Ma a un certo punto — questo dovrà essere accertato — potrebbe aver operato in modo autonomo. E dunque l’interrogativo: Lavitola ha cercato di indirizzare i servizi della trasmissione per trarne un beneficio diretto, anche bypassando l’amico conduttore?
Il buco nella chat
Ci sarebbero settimane di messaggi cancellati, tra il 2024 e il 2025, sulla chat di Signal tra Lavitola e Ranucci. L’ex faccendiere potrebbe averli cancellati – questa è l’ipotesi dei pm – dopo l’arresto degli esecutori materiali dell’attentato. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, però, Ranucci potrebbe non avere copia di quei messaggi. Il mistero sarà probabilmente oggetto di approfondimenti con Ranucci come persona informata dei fatti.
Gli arrestati
Ritornando alla ricostruzione della fase operativa dell’indagine del pm Edoardo De Santis, restano in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due degli arrestati per l’attentato a Ranucci. Il gip Livio Sabatini ha respinto, accogliendo il parere della Procura, la richiesta dei difensori, gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, di arresti domiciliari per i loro assistiti. Le dieci ore di interrogatorio, rese giovedì scorso dagli indagati, sono state giudicate «reticenti nella ricostruzione dei fatti e contraddette dalle intercettazioni».
Intanto ieri l’assemblea dei giornalisti interni della redazione di Report ha indetto lo stato di agitazione e si è detta pronta a scioperare. Un passaggio formale importante, perché finora il direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, aveva dialogato con un gruppo di inviati per due terzi esterni al programma, dunque non delegabili a trattare. Ieri invece 11 dei 12 giornalisti interni (mancava Giulia Presutti, designata a condurre, invitata, ma assente all’assemblea), «preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell’azienda, di sostituire Ranucci» hanno fatto proprie «tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma». Gli interni hanno criticato «il metodo usato dall’azienda nella scelta unilaterale». La richiesta, a questo punto di tutti i giornalisti di Report, è di «correggere le decisioni prese». La protesta così regolarmente formalizzata, ha ottenuto l’appoggio del comitato di redazione Rai Approfondimento, che ha chiesto a Usigrai, Stampa Romana e Fnsi di «esplorare tutte le misure di lotta esperibili».
È questa la situazione che dovrà affrontare tra oggi e domani Corsini nell’incontrare i giornalisti, uno ad uno. Ranucci intanto annuncia: «Ci sono imprenditori pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni (a Report, ndr) con centinaia di migliaia di euro».
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31 agosto 2026 ( modifica il 1 settembre 2026 | 12:03)
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