Un «progettino» – come lo ha definito lei – che le frullava per la testa da un paio d’anni e che ha concretizzato in due giorni di organizzazione e in quasi 14 ore di fatica. Prima in sella, poi a piedi.

Martina Rossi, 37 anni, veronese di nascita ma ormai cittadina di Morazzone, è uscita di casa per raggiungere la vetta del Monte Emilius, 3.559 metri di quota, cima valdostana delle Alpi Graie.

«Sono partita da Morazzone alle 2 di notte – spiega Martina, che lavora come supporto tecnico per una multinazionale americana del settore grafico adesivo – e, passando da Biella e Ivrea, ho pedalato fino a Pila, dove sono arrivata alle 10.30».

Poco prima di “parcheggiare” la bici, è stata raggiunta da Raffaele Dalle Fratte, a sua volta non nuovo a questo genere di sfide, e dopo un pitstop di tre quarti d’ora i due sono partiti a piedi verso il Monte Emilius, passando per la Cresta Ovest, percorrendo la ferrata Col de Ross.

Martina Rossi e Raffaele Dalle Fratte in vetta al Monte Emilius

Cima “conquistata” alle 16.10, il tempo di ammirare il panorama («dalla vetta è stupendo», rimarca) e poi la discesa lungo la via normale.

«Nessun obiettivo di tempo ma solo un “progettino” che avevo – conclude Martina, appassionata di sport e di montagna -. L’Emilius volevo farlo proprio così, partendo da casa in bici. Anche pedalare di notte è stato molto bello, non immaginavo».

Come mai proprio questa cima? «Sapevo che è bella – risponde -, ci organizzano anche un vertical, ma non c’è un motivo vero. Non pensavo di riuscire a farla visto il poco allenamento in bici, ma poi ad agosto mi sono sentita abbastanza pronta».

Messa nel cassetto questa sfida, ce ne sono altre in programma? «Di questo genere no, non pianifico nulla – chiosa Martina Rossi -. Anche questa l’ho decisa il giovedì. Ma sicuramente i progetti vengono in mente frequentemente. A metà ottobre andrò a Tenerife per girarla in bici, un bike tour all’anno è diventato ormai una tradizione».